Capìtolo 5
prima che due anni sono passati."
"Io ho paura Lei ha il grande idees, Picco."
"Non interferirà con la mia andata, Zio Lavoro?" Picco chiesto ansiosamente.
"Io non voglio actooly interferiscono, ma io farò tutti io posso a Lei ha dia
esso su."
"Ma se la mia mente è messa su lui, Lei mi permetterà di andare, non lo voglia, zio?"
"Io suppongo che io devo", Lavoro detto Stanton. "Un giovanotto testardo deve avere il suo
modo. Ma Lei non deve biasimarmi se cose diventano fuori sfortunato."
"No, io mi biasimerò solamente."
"C'è una promessa che Lei deve fabbricarmi", detto suo zio.
"Cosa è quello?"
"Prenda una settimana per considerare se Lei farebbe meglio a prendere il mio consiglio
e sta a casa."
"Sì, zio, io prometterò quello."
"E Lei lo penserà finito in tutto il suo bearin?"
"Sì, zio."
"Esso ai per non prendere importante passo senza riflessione, Picco."
"Lei ha ragione, zio."
Questa conversazione ebbe luogo in Lavoro la piccola scarpa-negozio di Stanton, solamente
una verga distante dal piccolo, la semplice casa che lui mai aveva occupato
da quando gli si era sposato. Fu interrotto dall'aspetto di un
bella ragazza di quattordici che, presentandosi alla porta del
faccia compere, chiamò fuori:
"Cena pronto, padre."
"Quindi è noi, Jennie", Picco detto, prontamente.
"Lei è pronto mangiare sempre, Picco", detto suo cugino, sorridendo.
"Quello è quello che pensava la Sig.ra Pitkin, Jennie. Lei guardava
ogni boccone che io ho preso."
CAPITOLO II.
L'OFFERTA DI DIACONO PITKIN.
Il padre di picco era morto prima tre mesi. Lui aveva perso sua madre
quando dieci anni vecchio, e né avendo fratello né sorella fu andata via
piuttosto da solo nel mondo. Ad una durata suo padre aveva posseduto alcuni
milli dollari, ma da investimenti sfortunati lui aveva perso quasi tutti,
così che l'eredità di Picco ammontò a meno che quattrocento
dollari.
Questo pensiero agitò il Sig. Stanton, e sul suo morte-letto lui parlò
circa lui a suo figlio.
"Io La lascerò quasi bisognoso, Picco", lui disse. "Se io avessi agito