Capìtolo 39
comunque, che lui era responsabile per la presenza di Samuele nella città. Lui
era contento per vedere un Hampton familiare affrontare, e lui disse cordialmente: "Come
è, Samuele?"
Samuele accennò col capo.
"Non vuole dire dire che Lei sta fermando qui, fa?"
"Sì, io faccio", Picco detto, sorridendo. "Perché non?"
"Perché è un albergo di prima categoria."
"Perché non dovrei stare ad un albergo di prima categoria, Samuele?"
"Perché Lei è un ragazzo povero. Forse Lei ha delle relazioni fra
i servitori?"
"Se io io avuto fatto saputo."
"Suo zio mi disse Lei stava fermando qui, ma io non credei
esso."
"Lo crede ora?" Picco chiesto.
"Forse Lei appena sta tondo qui per fare persone credere che Lei è un
ospite della casa."
"Perché dovrei curare che persone pensano? Nessuno mi sa qui. Comunque,
Samuele, se Lei vuole essere convinto, solo venuto su alla mia stanza con me."
Samuele concluse accettare l'invito, ed accompagnò Picco al
scrivania.
"Per favore mi dia la chiave per numerare sessanta-sei", Picco detto.
"Qui è, signore."
Samuele cominciò a pensare l'asserzione di Picco era vero, dopo tutto. C'era nessuno
alloggi per dubbio quando Picco l'introdusse nella bella camera che
lui occupò.
"Si faccia a casa, Samuele", Picco detto, godendo il suo compagno
sorpresa.
"È molto guasti", pensiero Samuele. "Io mi chiedo se lui non scapperà
senza pagare il suo conto."
Samuele alquanto sperò che è probabile che questo sia il caso, come avrebbe coinvolto
Picco in disonore.
"Suo zio mi dice Lei navigerà per la California su
Sabato."
"Sì, Samuele."
"Ha comprato il Suo biglietto?"
"Sì."
"Quanto pagò?"
"Mi scusi. Io non direi piuttosto proprio ora."
"Io suppongo che lui va nel governo del timone", pensiero Samuele.
Come lui non potesse imparare niente più da eroe nostro, Samuele lo lasciò presto.
Era certamente straordinario che il ragazzo a chi lui aveva recentemente
offerto la posizione del suo lustrascarpe dovrebbe essere un'ospite di un
albergo di New York alla moda.
CAPITOLO XI.
LO STRATAGEMMA DEL SIGNORINA SINCLAIR.