Capìtolo 30
Picco la seguì fuori dell'ufficio, sentendo completamente sconcertato.
Bene lui poteva. La giovane signora aveva pagato duecento e cinquanta dollari
per il suo passaggio, e per questa grande spesa solamente lo costrinse a prendere
cura di lei. Nessuno si chieda lui lo pensò strano.
"Dice Lei non sta stando ad alcun albergo?" detto la giovane signora, come
loro emersero nella strada.
"No, il Signorina Sinclair."
"Io sto stando alla Casa di Astor, e è importante che Lei
debba essere con me, come io posso avere delle commissioni su che assumere
Lei."
"È un albergo costoso?" Picco chiesto.
"Quello non si importerà a Lei, come io pagherò il conto."
"Grazie, il Signorina Sinclair; ma Lei sta spendendo molto
soldi per me."
"Io ho un oggetto nel fare così. Inoltre, io non ho nessuna mancanza di soldi."
"Andrò ora con Lei all'albergo?"
"Sì."
"Posso parlare un momento al ragazzo che era con me?"
"Certamente."
"Posso dirgli dove io sto andando?"
"Sì, ma chiede a lui di tenerlo a lui."
"Io voglio, il Signorina Sinclair", e Picco stava quasi per allontanarsi.
"Sull'intero, chiami il ragazzo qui", disse il Signorina Sinclair. "Tom!" Tom
Bottaio rispose alla citazione.
"Io sto andando in California con questa signora", Picco detto. "Lei ha pagato
il mio passaggio."
"Lei è in fortuna!" Tom esclamato. "Dica, perda, Lei non vuole un ragazzo a
vada lungo ad annerire i Suoi stivali, fa?"
Il Signorina Sinclair sorrise debolmente.
"Io non penso, lei rispose.
"Tom", Picco continuato che "Lei non dirà una parola sulla mia andata, volontà
Lei?"
"Non se Lei non mi vuole a. Inoltre, là l'ai non nessuno per dire."
Il Signorina Sinclair sembrò sollevato. Lei sfoderò la sua agenda, e prese
da lui un biglietto da dieci dollari.
"Quale è il Suo nome?" lei chiese.
"Tom Cooper, ma'am."
"Poi, Tom, mi permetta di offrirgli un piccolo presente."
"È tutto per me?" Tom esclamato, in stupore.
"Sì."
Tom la spinta esso nella sua tasca di panciotto, ed immediatamente eseguì un
capriola, piuttosto all'allarme del Signorina Sinclair.