Capìtolo 74
loro, lei rispose a nulla Perugian in alcun modo.
Alla fine di una settimana o due, comunque Alan cominciò a lagnarsi di
mal di testa continuo. Lui stava guardando molto bene, ma crebbe scomodo e
senza riposo. Herminia lo consigliò di rinunciare a disegnando per un tempo,
quelle piccole strade erano così vicine; e lui promise di produrre a lei
auguri nella questione. Ancora lui crebbe peggio il prossimo giorno, così che
Herminia, molto allarmò, chiamò in un dottore italiano. Perugia
si vantato nessuno inglese. Il feltro italiano suo pulsi, ed ascoltò
ai suoi sintomi. "I signori vennero qui da Firenze?" lui chiese.
"Da Firenze", Herminia assentì, con un affondamento improvviso.
Il dottore si sporse il labbro più basso. "Questa è febbre tifoide", lui
detto dopo una pausa. "Un tipo molto cattivo. Sta presumendo tale
formi questo inverno a Firenze."
Lui parlò la semplice verità. Ventun giorni di fronte a nella sua camera da letto a
l'albergo in Firenze, Alan aveva bevuto un solo bicchiere d'acqua da
le primavere inquinate che approvvigionano in parte la metropoli toscana.
Da ventun giorni quelli microbi vittoriosi covavano in
silenzio nelle sue arterie avvelenate. Alla fine di quel tempo, loro
sciamato e si dichiarò. Lui era malato con un aggravò
forma della malattia più mortale attraverso il quale ancora cammina impettito non controllato
unsanitated l'Europa.
L'allarme di Herminia era doloroso. Alan crebbe rapidamente peggio. Nel due
giorni lui era così malato che lei lo pensò il suo dovere di telegrafare a
una volta al Dott. Merrick, a Londra: La vita di "Alan in pericolo. Serio
attacco di febbre tifoidea fiorentina. Dottore italiano dispera di vita sua.
Non può durare fino ad a-domani.--HERMINIA BARTON."
Più tardi di giorno entrò un telegramma in replica; fu indirizzato
Alan: "È in viaggio da attraverso treno frequentarLa. Ma come un
la questione del dovere, subito si sposi la ragazza, e legitimatize il Suo bambino
mentre l'opportunità rimane a Lei."
Fu voluto dire gentilmente nel suo modo. Era una comunicazione di amore, di