Capìtolo 67
tempo quando loro giunsero alla stazione al piede di quella collina alta
dove Augusta Perusia siede lording esso sul suo trono sugli sposarono
valli del Tiber ed il Clitumnus. Tramontana stava soffiando.
Nessuna pioggia precipitava da settimane; i pendii dell'Apennines più basso,
mai asciutto e polveroso, ancora lucidò essiccatore e più polveroso che Alan aveva ancora
li visti. Herminia gettò uno sguardo su alla strada bianca e lunga, spesso in
polvere grigio e profondo che ha condotto da zigzag senza fine lungo il cupo
si inclini alla città bianca e lunga sulla collina-cima di shadeless. Per prima
avvisti da solo, Perugia era una disillusione sorprendente a Herminia. Lei
non sappia ancora come amaramente lei fu condannata in futuro per odiare ogni
strada sporca e cupa in lui. Ma lei seppe al primo rossore che
il Perugia lei aveva immaginato ed aveva dipinto a lei realmente non faceva
esista e non era esistito mai.
Lei aveva figurato nella sua propria mente una bella città ariosa, set alto
su una collina alzata, in paese fresco e muschioso. Lei aveva immaginato
le montagne alla sua anima come vestito con boschi ombrosi, e strewn con
ciottoli enormi sotto cui ricovero di umbrageous fiorì masse ondulanti
degli anemoni di Apennine blu ed abbastanza pallidi lei vide venduto in grande
gruppi agli angoli stradali in Firenze. Lei aveva immaginato, in
corto, quella Umbria era un Galles italiano e più selvatico, come fresco, come verde,
come dolce-fiutato, come fontana-alimentato. E lei seppe abbastanza bene donde
lei aveva dedotto quello strano ed improvvisamente la concezione falsa. Lei aveva
Perugia fantastico come uno di quelli villaggi di montagna descritti da
Macaulay, il genere di fortezza di cima di colle
"Che, nascose da faggio e pino,
Come il nido di un'aquila appende sulla cresta
Di imporpori Apennine."
Invece di quello, che maniera di terra lei davvero vide prima
suo? Asciutto e collina-lati di shadeless, coltivati con tilth inframettente a
la loro cima più alto; campi arati ed oliva-boschetti canescenti
argentando al vento, in terrazzi interminabili; sobborghi lunghi,