Capìtolo 26
Questa signora quieta, questo ritratto di Hiroshigi;
E lo prese casa con lui; e con lui venne
Che cambi inaspettati, sottile come tempo!
La stanza scura, raffreddore come pioggia,
Cresciuto debolmente fragrante, mescolò con un mescoli di aprile,
Scaldato di nuovo i suoi angoli con luce,
E fumo di incenso girò su questo ritratto,
E la signora quieta là,
Così giovane, sorridendo così quietamente, con mani di calma,
Sembrato pronto allentare i suoi capelli,
E sorride, e si inclina dal ritratto, o dice una parola,
La parola già in modo chiaro,
Quale sembrò sorgere come luce tra le sue palpebre. .
Lui contenne il suo alito per sentire,
E sorrise per la vergogna, e bevve una tazza di vino,
E tenne una candela, e percorse la sua faccia
Attraverso tutte le piccole ombre, vedere quello che segreto
Darebbe così caldo una grazia. . .
Era la bocca quieta, si contenne un piccolo?
Gli occhi, mezzo-girò a parte?
L'affatica anello sul suo polso, mentre pressocché dondolando ancora? . . .
Il segreto fu negato,
Lui scelse la sua penna favorita e disegnò questi versi,
E dormì; e come lui dormì
Un sogno entrò nel suo cuore, il suo innamorato entrò,
E lo sgridò, e pianse.
E di mattina, svegliando, lui ricordò,
E pensiero il sogno era strano.
Perché faceva il suo aumento amoroso e scurito dal giardino?
Lui girò, e feltro un cambio,
Come se un qualcuno ignoto sorrise e lo guardò. . .
C'era là ancora solamente luce del sole.
Finché lui vide quelli giovani occhi, mentre sorridendo quietamente,
E tenne il suo alito per fissare,
Ed avrebbe potuto giurare la sua guancia aveva girato--un piccolo. . .
Aveva girato leggermente via. . .
Luce del sole sonnecchiò sul pavimento. . . Lui sedette e si chiese,
Né sinistro la sua stanza che giorno.
E quel giorno, e per molti giorni da allora in poi,
Lui sedette da solo, e pensiero
Nessuna signora mai aveva vissuto così bella
Come Hiroshigi battuto. . .
O se lei vivesse, nessuna questione in che paese,
Da quello che lontano fiume o collina o mare solitario,
Lui guarderebbe in ogni faccia finché lui la trovò. . .