Capìtolo 71
Sezioni 17 Come la Sfera, mentre avendo provato invano parole, ricorso ad atti
Era invano. Io portai il mio angolo corretto e più duro in collisione violenta
con l'Estraneo, pigiando su lui con una forza sufficiente avere distrutto
alcun Cerchio all'ordine del giorno: ma io potrei sentirlo lentamente ed unarrestably scivolando
dal mio contatto; non affilando alla destra né alla sinistra, ma muovendosi in qualche modo
fuori del mondo, e svanendo in nulla. C'era presto un spazio vuoto.
Ma ancora io sentii la voce dell'Intruso.
Sfera. Perché rifiuterà ascoltare ragionare? Io avevo sperato di trovare
in Lei--come essendo un uomo di senso ed un matematico abile--
un apostolo appropriato per il Vangelo delle Tre Dimensioni che io sono permesso
predicare una volta solamente in milli anni: ma ora io non so come
convincerLa. Stia, io l'ho. Atti, e non le parole,
proclamerà la verità. Ascolti, il mio amico.
Io gli ho detto io posso vedere dalla mia posizione nello Spazio l'interno
di tutte le cose che Lei considera chiuso. Per esempio, io vedo in quello
armadio a muro vicino che Lei sta stando in piedi, molto di quello che Lei le cabine telefoniche
(ma come tutto in Flatland, loro non hanno nessuno cime o fondo)
pieno di soldi; Io vedo anche due tavolette di conti. Io sono circa
discendere in quel armadio a muro e portargli una di quelle tavolette.
Io La vidi chiudere un'ora fa l'armadio a muro mezzo a chiave, ed io so che Lei ha
la chiave nel Suo possesso. Ma io discendo da Spazio; le porte, Lei vede,
rimanga immobile. Ora io sono nell'armadio a muro e sto prendendo la tavoletta.
Ora io l'ho. Ora io ascendo con lui.
Io rivestii di vimini all'armadio e distrutto la porta apre. Una delle tavolette
fu andato. Con una risata beffarda, l'Estraneo apparve nell'altro
angolo della stanza, ed alla stessa durata che la tavoletta è apparsa sul pavimento.
Io lo presi su. Ci potrebbe essere senza dubbio--era la tavoletta mancante.
Io gemei con orrore, mentre dubitando se io non ero fuori del mio senso;
ma l'Estraneo continuò: "Certamente Lei ora deve vedere che il mio chiarimento,