Capìtolo 58
"Quello finalmente La convince?" E, con quello, io ancora una volta
Lineland entrato, prendendo come prima sulla stessa posizione.
Ma il Monarca rispose, "Se Lei fosse un Uomo di senso--tuttavia, come
Lei sembra avere solamente uno voce io ho il piccolo dubbio Lei non è un
Uomo ma una Donna--ma, se Lei avesse una particella di senso, Lei può
ascolti ragionare. Lei chiede a me di credere che c'è un'altra Linea
inoltre quello che indicano i miei sensi, ed un altro moto inoltre quello
di che io sono quotidiano consapevole. Io, in ritorno chiedo a Lei di descrivere
in parole o indica da moto che l'altra Linea della quale Lei parla.
Invece di muoversi, Lei soltanto l'esercizio dell'arte magica di svanire
e ritornando per avvistare; ed invece di alcuna descrizione lucida di Suo
Mondo nuovo, Lei mi dice semplicemente i numeri e taglie di alcuni quaranta
del mio seguito, fatti saputi ad alcun bambino nel mio capitale. Inscatoli qualsiasi cosa
sia più irrazionale o audace? Dia credito alla Sua follia o parta
dai miei domini."
Furioso alla sua malvagità, e specialmente indignato che lui professò
essere ignorante del mio sesso, io ritorgei in nessuno termini misurati, "Besotted Essendo!
Lei si pensa la perfezione di esistenza, mentre Lei è in realtà
il più imperfetto ed imbecille. Lei professa vedere, mentre Lei vede
nulla ma un Punto! Lei si impennacchia su inferire l'esistenza
di una Linea Diritta; ma io posso Vedere Linee Diritte, ed inferisce l'esistenza
di Angoli, Triangoli, Piazze, Pentagoni, Esagoni, e Cerchi pari.
Perché sprechi più parole? Lo basti che io sono il completamento di Suo
incompleto stesso. Lei è una Linea, ma io sono una Linea di Linee chiamata
nel mio paese una Piazza: ed anche io, molto superiore tuttavia
Io sono a Lei, è di piccolo conto fra il grande nobles di Flatland,
donde me visitarLa, nella speranza di illuminare la Sua ignoranza è venuto."
Sentendo queste parole il Re avanzò verso me con un uggiolare minaccioso
come se forarmi attraverso la diagonale; ed in quel stesso movimento