Capìtolo 9
"E Lei anche", disse lei, "roteerà per me, ed io La darò
migliore cibo che insetti indifesi. Lei vivrà in pace,
e rotea i Suoi fili delicati in un manto per il Re austero;
ed io tesserò fili dorati tra il grigio che quando piegò su
il suo cuore freddo pensieri gentili possono entrare in e possono fabbricargli la loro casa.
E mentre lei gayly cantato, i piccoli tessitori rotearono loro serico
fili, le mosche su brillanti ali volarono amorosamente sopra della sua testa,
e su tutta la luce dorata splese leggermente in giù.
Quando le Gelo-spirito dissero al loro Re, lui molto si chiese e
spesso rubi guardare alla piccola stanza esposto al sole dove amici e nemici
lavorato pacatamente insieme. Ancora la luce crebbe più brillante, e
stato a galla fuori nell'aria fredda, dove appese piaccia le brillanti nubi
sopra dei giardini cupi da cui tutto i potere di Spiriti non poteva
lo guidi; e foglie verdi germogliarono sugli alberi nudi, e
fiori fiorirono; ma gli Spiriti ammucchiarono neve su loro, e
loro si inarcarono le teste e morirono.
A lungo il manto fu finito, e tra i fili grigi
uni dorati e splesi, facendolo brillante; e lei lo spedì al Re,
implorandolo per portarlo, per lui la pace ed amore porterebbero
indulgere all'interno del suo seno.
Ma lui lo gettò sdegnosamente a parte, ed offrì i suoi Spiriti la prendono
ad una cella più fredda, profondo nella terra; e là con parole aspre
loro la lasciarono.
Ancora lei cantò gayly su, e le gocce cadenti tennero calcoli così musicalmente,
che il Re nelle sue ghiaccio-sale fredde si chieste al minimo, suoni dolci
quello venne rubando su a lui.
Così dwelt Viola, ed ogni giorno la luce dorata crebbe più forte; e
da fra le crepe dei muri rocciosi truppe vennero poco di
talpe velluto-rivestite, pregando che è probabile che loro ascoltino al dolce
musica, e giace nella calda luce.
"Noi conduciamo", disse loro, "una vita cupa nella terra fredda; il
fiore-radici sono morte, e nessuno rugiada molle discende per noi per bere,
nessun piccolo seme o foglia possono noi troviamo. Ah, la buona Fata ci permise di essere