Capìtolo 8
sorelle, e della gioia dà portare la felicità al debole
ed addolorandosi. Ma lui disegnò più vicino il manto scuro sul suo seno
e rispose freddamente,--
"Io non posso accordare la Sua preghiera, la piccola Fata; è la mia volontà
i fiori dovrebbero morire. Risalga alla Sua Regina, e le dica
che io non posso produrre il mio potere per accomodare questi fiori sciocchi."
Poi Violetta appese la ghirlanda sopra del trono, e con piede stanco
andato avanti di nuovo, fuori nel raffreddore, giardini scuri, ed ancora il
ombre dorate la seguirono, e dovunque loro precipitarono, fiori fiorirono
e foglie verdi frusciarono.
Poi venne alle Gelo-spirito, e sotto delle loro ali fredde il
fiori morirono, mentre gli Spiriti annoiarono Violetta ad un minimo, cella scura,
dicendo come loro la lasciarono, che il loro Re era adirato che lei aveva sfidato
stare quando lui l'ebbe offre vada.
Quindi del tutto da solo lei sedette, e pensieri tristi della sua casa felice ritornarono
a lei, e lei pianse amaramente. Ma presto venne a visioni del gentile
fiori che muoiono nelle loro case di foresta, ed il loro tintinnio di voci
nel suo orecchio, implorandola di salvarli. Poi lei pianse più,
ma attese pazientemente quello che verrebbe.
Presto la luce dorata luccicò debolmente attraverso la cella, e lei sentì
poco esprime mandando a chiamare aiuto, ed alto su fra le ragnatele pesanti
appeso povero poco vola lottando a gratuitamente loro, mentre loro
nemici crudeli sedettero nelle loro reti, mentre guardando il loro dolore.
Con la sua bacchetta la Fata ruppe i nastri che li hanno contenuti, dolcemente il confine
sulle loro ali rotte, e guarì le loro ferite; mentre loro posarono nel
calda luce, e canticchiò debolmente i loro grazie al loro distributore gentile.
Poi lei andò ai brutti ragni marroni, ed in parole gentili
detto loro, come in Fata Terra la loro parentela roteò tutta la stoffa di folletto,
ed in ritorno le Fate li diedero cibo, e poi come felicemente loro
visse fra le foglie verdi, mentre roteando indumenti per il loro neigbbors.