Capìtolo 15
chi amerebbero così volentieri e La riverirebbero. Poi prenda questo brillante
incoroni, duro e freddo come il Suo proprio cuore sarà, se Lei chiuderà fuori
tutti che sono brillanti e belli. Ambo sono prima Lei. Scelga."
Il vecchio Re guardò alla piccola Fata, e sega come amorosamente
le brillanti ombre raggruppate l'arrotondano, come se schermarla
da ogni danno; gli uccelli timidi si annidarono nel suo petto, ed il
fiori crebbero più correttamente come lei li reputò; mentre i suoi amici gentili,
con ferite lacere nei loro brillanti occhi, piegò implorantemente le loro mani,
e sorrise su lei.
Pensiero gentile venne affollando alla sua mente, e lui girò guardare a
i due palazzi. Violetta, così equo e bello col suo frusciando
alberi, calmi, cieli esposto al sole, ed uccelli felici e fiori, tutti crearono
dal suo amore paziente e cura. Suo proprio, così freddo e scuro e cupo,
i suoi giardini vuoti dove nessuno fiori potessero fiorire, nessuna pausa di alberi verde,
o uccelli gai cantano, del tutto desolato e dim;--e mentre lui guardò fisso, suo proprio
Spiriti, mentre gettando via i loro manti scuri, si inginocchiò di fronte a lui ed implorò
lui per non spedirli avanti per danneggiare le cose le Fate gentili
così molto amato. "Noi abbiamo servito Lei brama e fedelmente", disse loro,
"ora ci dia la nostra libertà che noi possiamo imparare ad essere adorati dal dolce
fiori che noi abbiamo danneggiato così lunghi. Accordi la preghiera della piccola Fata;
e le permise di risalirla alla propria cara casa. Lei ci ha insegnato quello
Amore è più possente della Paura. Scelga la corona Floreale, e noi saremo
i più veri soggetti che Lei mai ha avuto."
Tra un scoppio di musica selvatica, dolce, il Gelo-re mise poi,
la corona Floreale sulla sua testa, e si inginocchiò alla piccola Violetta; mentre lontano
e vicino, sulla terra verde e larga, sondò le voci di fiori,
cantando i loro grazie alla Fata gentile, e l'estate lascia senza fiato
fu caricato con profumi che loro spedirono come gettoni della loro gratitudine;