Capìtolo 66
La dea della Falsità era di una statura gigantesca, ed avanzato
dei ritmi di fronte alla fronte dell'esercito; ma come la luce abbagliante
quale fluì dalla Verità cominciò a splendere su lei, lei si affievolì
insensibilmente; insomuch che in un poco lo spazio lei guardò piuttosto come un
fantasma enorme che una vera sostanza. A lungo, come la dea di
La verità ancora si avvicinò più vicina a lei, lei precipitò via completamente, e
svanito tra la luminosità della sua presenza; così che là faceva
non rimanga la minima traccia o impressione della sua figura nel luogo
dove le era stato visto.
Come all'aumento del sole le costellazioni crescono sottili, ed il
stelle vanno fuori uno dopo l'altro, coltivi l'emisfero intero è
estinto; tale era l'evanescente della dea, e non solo di
la dea lei, ma dell'esercito intero che l'ha frequentata, quale
simpatizzato col loro leader, e si restretto in nulla, in
proporzioni come la dea scomparsa. Alla stessa durata l'intero
tempio affondato, il pesce si condursi ai ruscelli, ed il selvatico
bestie ai boschi, le fontane recuperarono i loro mormorii, il
uccelli le loro voci, gli alberi le loro foglie, i fiori loro
profumi, e la faccia intera di natura suo vero e genuino
aspetto. Sebbene io ancora continuai addormentato, io mi immaginai, come
sia, svegliato fuori di un sogno, quando io vidi questa regione di
prodigi ripristinarono a boschi e fiumi, campi e prati.
Sulla rimozione di quella scena selvatica di si chiede che aveva moltissimo
disturbato la mia immaginazione, io presi un pieno esame delle persone dell'Intelligenza
e la Verità; per davvero lui era impossibile per reputare il primo
senza vedere l'altro alla stessa durata. C'erano dietro a loro un
corpo compatto e forte di figure. Il genio di Poesia Eroica
apparso con una spada nella sua mano, ed un coroni d'alloro sulla sua testa.
La tragedia fu incoronata con cipresso, e coperto con accappatoi bagnati in
sangue. Satira aveva sorrisi nella sua occhiata, ed un pugnale sotto lei
indumento. Retorica fu conosciuta dal suo fulmine, e Commedia da lei