G. Mercer (Graeme Mercer) Adam
Capìtolo 12
La sua voce ruppe come loro digitarono la camera di morte. Il giovane,
sentendosi stranamente debole ed acceca, si sedette accanto al letto, per il
silenzio terribile di questo scurì stanza pesata pesantemente su lui. Come in un
sogno terribile lui vide le forme che addolorano di suo più giovane fratello e
sorella, acquattandosi ai suoi piedi, Rose povera che si china nella via d'accesso, il suo
le mani tremanti di padre che capiscono un posto dell'alto, vecchio stile
lettiera, e, sull'altro lato del letto un estraneo giovane cui
vestito nero e capelli molto neri incorniciarono divinamente una faccia e gola di
bianchezza lattea. Questi oggetti andarono via ma un'impressione debole sul suo
sensi smussati, per tutta la sua anima stava andando fuori in brama irresistibile
verso la vita che veloce-declina che sembrava stesse scivolando via dal suo
presa debole. Lui lisciò la piccola mano senza sangue, e baciò
ripetutamente la guancia rovinata, emettendo alla stessa durata mormorii bassi di
implorazione che lei ancora una volta lo reputerebbe prima che lei morì. Tutti
invano. Improvvisamente ancora ed apatico come morte stessa, lei posò,
di fronte a lui. "Cara madre", lui implorò, "è Suo figlio, Suo proprio
Edward che La chiama. Non può sentire? Voglia Lei non ritorna a me
un solo momento? Ah, io non posso permetterLe di andare; Io non posso, io non posso!" Il suo
voce affondò in un mormorio appassionato del dolore. "Lei guarderà una volta a me,
non La voglia? Oh, madre, madre, madre!"
Lui era precipitato ai suoi ginocchia, con la sua faccia sul cuscino vicino al suo,
ed il suo ultimo mette in parole smote sul suo orecchio come il gemito inarticolato di un
infante di cui vita deve perire insieme alla vita che sostiene e forte
suo chi gli partorì. La testa mai girò così leggermente, le palpebre
vibrato debolmente ed alzò, ed i suoi occhi guardarono pienamente e dolcemente
su suo figlio. Con un sforzo possente, lei elevò poi, uno trasparente
dia, e lo portò debolmente, svolazzantemente più alto e più alto, fino a che