Capìtolo 21
"Perché Brunhilde non viene?" loro chiesero ansiosamente dell'un l'altro.
"È accaduto cosa che lei dovrebbe essere in ritardo?"
Rumorosamente loro chiamarono: "Heiho! hoyotoho! heiho!"
Guardando verso la valle, loro videro Brunhilde che cavalca veloce.
Il suo cavallo fu chiazzato con schiuma.
"Heiho! hoyotoho! heiho!" loro gridarono; e "Heiho! hoyotoho! heiho!"
venuto alla risposta di Brunhilde.
Lei giunse alla vetta e saltò dalla sua sella, mentre piangendo:--
"Mi aiuti, Suore! mi aiuti! Io disubbidii il nostro re!"
Anche come lei pianse Wotan disegnò vicino.
"Dove è Brunhilde?" lui gridò in rabbia.
I cieli crebbero nero col temporale della sua collera.
"Ogni uno di Lei che osa schermarla dividerà la sua punizione."
Brunhilde, mentre piangendo, camminato fuori dal suo occultamento-luogo fra le sue sorelle.
Affondando ai piedi di Wotan lei pianse:--
"Qui io sono, Padre. Che punizione è la mia?"
Wotan parlò in toni solenni:--
"Mai più Lei vede il bel Valhalla. Mai non Lei porta
un altro eroe al Suo re.
"Lei giacerà in giù su questa vetta di montagna, e qui Lei dormirà
fino a che del vagabondo nel passare La sveglierà, e sua moglie Lei
sarà."
"Lei non può intenderlo, Padre! Qualsiasi cosa ma questo! Mai vedere Valhalla?
Mai cavalcare col Walkuere? Generi! Generi! Riprenda queste parole di
condanni!" Le sorelle di Brunhilde cominciarono a supplicare per lei.
"Vada!" lui pianse, "ogni uno di Lei. Lasci Brunhilde a me!"
Spaventato dalla collera terribile di grande Wotan, loro spronarono i loro cavalli e
gettato via a Valhalla.
IL SONNO
Lentamente le nubi di temporale andarono alla deriva via. Il crepuscolo venne.
Ancora Brunhilde posò in paura ed il dolore ai piedi di Wotan.
A lungo lei alzò i suoi occhi tristi a Wotan e pianse:--
"Era così sbagliato, questa cosa che io ho fatto? 'T è Lei chi mi insegnò
schermare il prode ed il vero. Io cercai solamente di gradirei uno
Lei amò."
"Brunhilde, Lei mi disubbidì. Io gli ho detto quello che può la Sua punizione
sia. Io non posso cambiarlo."
"Poi mi accordi, Generi, questo augurio del uno: che Lei farà il luogo