Capìtolo 33
nella questione di diamanti. Perché dovrebbe dubitarli sulla terra?"
"Perché io sto parlando con la Sig.ra O'Hagan, all'albergo e lei
dice c'è solo un trucco notorio come quello--lei è letta di lui in
un libro. Un imbroglione ha due set--uno vero, uno falso; e lui fa
Lei compra i falsi mostrandoLa il vero, e fingendo lui
li vende come un favour speciale."
"Lei non ha bisogno di essere allarmato", io risposi. "Io sono un giudice di diamanti."
"Io sha non sia soddisfatto", Amelia mormorò, "fino a Charles ha visto
loro."
Noi salimmo all'albergo. Per la prima volta in vita sua io vidi Amelia
veramente nervoso come io diedi le pietre a Charles per esaminare. Suo
dubbio era contagioso. Io metà temè, io, è probabile che lui rompa fuori in
un'intromissione monosillabica e profonda, perdendo il suo temperamento in alacrità come lui
spesso fa quando cose vanno male. Ma lui guardò a loro con un sorriso,
mentre io gli dissi il prezzo.
"Ottocento libbre meno che il loro valore", lui rispose, bene
soddisfatto.
"Ha senza dubbio della loro realtà?" Io chiesi.
"Non lo slightest", lui rispose, mentre guardando fisso a loro. "Loro sono genuini
pietre, precisamente lo stesso in qualità e dattilografa come il colletto di Amelia."
Amelia disegnò un sospiro del sollievo. "Io andrò disopra", lei disse lentamente,
"ed abbatte mio proprio per Lei ambo comparare con loro."
Uno minuto più tardi lei rivestì di vimini di nuovo in giù, senza fiato. Amelia è lontano
da magro, ed io mai di fronte alla seppe così attivamente si eserciti.
"Charles, Charles!" lei pianse, che cosa terribile Lei conosce
è accaduto? Due di mie proprie pietre sono andati. Lui è rubato una coppia
di diamanti dal mio colletto, e me li vendè di nuovo."
Lei contenne fuori il rivière. Era tutto troppo vero. Due gemme erano
perdendo--e questi due solo attrezzato i luoghi vuoti!
Una luce irruppe su me. Io battei la mia mano alla mia testa. "Di Jove,"
Io esclamai, "il piccolo curato è--Colonnello Clay!"
Charles battè la sua propria mano al suo sopracciglio a turno. "E Jessie", lui