Capìtolo 85
orgoglio. Mi chino nell'amare mio uguale in fila? Lei parla di Suo insignificante
tiri a sorte, ma povertà non è disonore, ed il coraggio col quale Lei lo sopporta
lo fa bello. Io avrei dovuto rompere con Lucia prima che io parlai, ma
Io non potevo controllarmi. Mia madre L'ama, e sarà felice in mio
felicità. Edward deve perdonarmi, per io ho tentato di fare mio meglio, ma
amore è irresistibile. Mi dica, Giovanna c'è alcuna speranza per me?"
Lui aveva afferrato la sua mano e stava parlando impetuosamente, con faccia ardente
e tono tenero, ma nessuna risposta venne, per come Giovanna la diventò eloquente
approvi verso lui, pieno della vergogna nubile ed amore timido, Dean è affettato
figura apparve alla porta, e la sua voce aspra ruppe il momentanea
faccia tacere, mentre dicendo, austeramente il "Signorina Beaufort sta aspettandolo, signore."
"Vada, subito vada, e sia gentile, per la mia causa, Gerald", Giovanna bisbigliata, lontano
lui stette in piedi come se sordo ed acceca a tutto ma la sua voce, la sua faccia.
Come lei disegnò la sua testa in giù bisbigliare, la sua guancia toccò il suo, e
nonostante Dean, lui lo baciò, appassionatamente bisbigliando di nuovo, "Mio
piccola Giovanna! Per la Sua causa io posso essere qualsiasi cosa."
"Il Signorina Beaufort sta aspettando. Dirò Lei verrà, signore?" richiesto
Dean, pallido ed arcigno con indignazione.
"Sì, sì, io verrò. Mi aspetti nel giardino, Giovanna." E Coventry
affrettato via, in nessun umore per l'intervista ma ansioso averlo finito.
Come la porta chiuse dietro a lui, Dean camminò su al Signorina Muir, mentre tremando
con rabbia, e posando una mano pesante sul suo braccio, lei disse sotto lei
alito, "io sto aspettandomi questo, Lei creatura astuta. Io vidi il Suo gioco
e faceva mio meglio viziarlo, ma Lei è troppo rapido per me. Lei pensa
Lei l'ha. Là Lei si sbaglia; per come sicuro come il mio nome è Hester
Dean, io gli impedirò, o Signore John può."
"Porti via la Sua mano e mi tratti con rispetto corretto, o Lei sarà
congedato da questa casa. Sa io sono chi?" E Giovanna si disegnò