Capìtolo 54
il pettegolezzo di tempo fa, io osservo le facce, parole, ed atti di quelli
chi io sospetto, e suggerimenti inconsci da loro mi danno la verità."
"Io lo dubito", e Treherne sorrise sicuramente.
Lei si chinò e parlò a bassa voce una frase corta nel suo orecchio. Qualunque cosa esso
era lo causò per cominciare su con una faccia pallida, in preda al panico, ed occhio
suo come se lei avesse pronunciato il suo decreto.
"Lo dubita ora?" lei chiese freddamente.
"Lui gli disse! Anche la Sua abilità ed arte non poteva scoprirlo da sola,"
lui mormorò.
"No, io gli dissi nulla era impossibile ad una donna decisa. Io ebbi bisogno
nessun aiuto, per io seppi più che Lei pensa."
Lui affondò di nuovo in giù in un atteggiamento disperato e nascose la sua faccia, mentre dicendo
luttuosamente, "io avrei saputo che Lei mi caccerebbe in giù e getterebbe le mie speranze
quando loro erano più sicuri. Come userà questo infelice segreto?"
"Io dirò ad Octavia, e fabbrica sodo meno il suo dovere. Sarà gentile a
ambo di Lei, per anche con lei questa memoria danneggerebbe la Sua felicità; e
la salva dalla vergogna ed il dolore di scoprire, quando troppo in ritardo,
che lei si è data ad un--"
"Si fermi!" lui pianse, in un tono che ha fatto il suo inizio ed impallidisce, come lui colorò di rosa fuori
della sua sedia bianco con un'indignazione austera che l'impaurì per un momento.
"Lei non emetterà quella parola--Lei sa ma metà la verità, e se Lei
mi offenda o agiti la ragazza io girerò anche traditore, e dice il
generale il gioco che Lei sta giocando con mio cugino. Lei finge di amarmi come
Lei finse prima, ma il suo titolo ora è come poi l'esca, e Lei immagina
che minacciando di danneggiare le mie speranze Lei assicurerà il mio silenzio, e guadagno
la Sua fine."
"Offenda, piuttosto il male. Jasper non è nulla a me; Io uso _him_ come un attrezzo, non
Lei. Se io minaccio, è tenerLa da Octavia che non può perdonare
il passato e L'ama per Lei, come io ho fatto tutti questo misero