Capìtolo 60
sembrando molto grave.
"Io non penso. Io so", sua moglie rispose con fretta. "Io avevo torto
l'altro giorno, ed Elma in amore con quel giovane, Cyril Stando attento.
Io so più che che, Reginald; Io so che Lei può schiacciarla; Io so
Lei può ucciderla; ma se Lei non vuole fare che, io so lei
deve sposarsilo. Se noi l'auguriamo, o se noi non facciamo, c'è
nulla altro essere fatto. Come ora stanno in piedi cose, è inevitabile,
inevitabile. Lei non sarà mai felice con qualcuno altro--lei deve avere
Lui--ed io, per uno non tenterò di impedirle."
Il Sig. Reginald Clifford, C.M.G., una volta o l'altra l'Amministratore del
isola di San Kitts, guardata fisso a sua moglie in stupore bianco. Lei
parlato chiaramente; lui non l'aveva sentita mai parlare con tale fermezza
in vita sua prima. Portò equamente via il suo alito. Lui guardò fisso a
sua moglie in modo assente come lui ripetè a lui in molto lento e solenne
toni, ogni parola distinto, "Lei, per uno non tenterà di prevenire
suo!"
"No, io non voglio, la Sig.ra Clifford ritorgè provocatoriamente, sicuro in lei
propria mente che lei stava agendo corretta. "Elma realmente in amore con lui;
ed io non lascerò la vita di Elma sia distrutto--come alcune vite è stato
distrutto, e come alcune madri lo rovinerebbero."
Il Sig. Clifford si inclinò di nuovo sulla sua sedia, una massa dello stupore,
e lasciò il tappezzare-coltello giapponese che lui stava contenendo nella sua mano corretta
goccia che acciottola dalle sue dita. "Se io non L'avessi sentito dirlo
Lei, Louisa" lui rispose, con un anelito, "io non potrei avere mai,
lo creduto. Io potevo--mai--abbia--lo credè. Io non credo
esso addirittura ora. È impossibile, incredibile."
"Ma è vero", la Sig.ra Clifford ripetè. "Elma deve sposarsi l'uomo
lei è innamorata con."
Elma povero posò da solo nel frattempo disopra nella sua camera da letto, quello terribile
senso di rimorso e la vergogna che ancora fanno le sue guance formicola con
orrore indicibile. La Sig.ra Clifford tirò sulla sua tazza di tè lei.