Capìtolo 39
città cui dwelt degli abitanti insieme, felice, prospero, e sicuro. IO
fatto bene io informai col luogo e le persone, ma, nonostante
tutti i miei sforzi, io ero incapace per intrappolare un singolo. "Questo non è luogo
per me", io dissi, "io farei meglio a ritornare al mio proprio paese." Io andai via il
città, e, viaggiando su, si incontrò con un fiume, all'orlo di che io
si fatto sedere. Appena mi aveva fatto così, quando una donna apparve sopportarla
indumenti per essere lavato nel fiume. Lei guardò a me, e chiese, "Art
tu dei bambini di uomini o di demoni?" "Bene", disse io, "io sono cresciuto
su fra uomini, ma io nacqui fra demoni." "Ma che arte tu dopo
qui?" "Ah", io risposi, "io ho passato un mese intero in città quello. E
cosa ho fondato? Una città pieno di amici, godendo di ogni felicità in
comune. Invano io ho tentato di mettere un poca di cattiveria fra loro."
Poi la donna, con un'aria altezzosa: "Se io sono prendere thee per un
campione, io devo avere un'opinione molto povera della tribù intera di demoni.
Lei abbastanza sembra possente, ma Lei non ha la forza di donne. Fermi qui
e tiene un occhio sulla lavata; ma bada, mi giochi nessuno trucchi. Io ritornerò
alla città e fa accendere therein sparano e furia, e lo versa su un spirito
di danno, e tu shalt vedono come io posso maneggiare cose." "Stato d'accordo!" detto
Io, "io starò qui ed attenderò thy venendo, e guarda come affari risultano
in mani di thy."
La lavandaia partì, andò nella città, fece appello ad uno del
grandi famiglie che risiedono là, e richiese di vedere la signora del
casa. Lei chiese un ordine di lavatura al quale lei promise di eseguire a
la soddisfazione più perfetta. Mentre la domestica stava raccogliendo il
lino, la lavandaia alzò i suoi occhi alla bella faccia del
padrona, ed esclamò: "Sì, loro sono un destino terribile, gli uomini; loro sono
del tutto simile, un malediction su loro! Nel meglio di loro non sarà avuto fiducia.