Capìtolo 36
saggezza-fino a che me provi se tutti questa vettovaglia ha digitato lo stomaco
di un uomo saggio o un sciocco."
Poi segue una sequenza straordinaria di anatomico, medico, scientifico,
e Talmudic interroga sui nervi ottici; i denti; perché un uomo abbassa
la sua testa quando pensando su cose lui non ha saputo mai, ma eleva la sua testa
quando pensando su quello che lui seppe una volta ma ha dimenticato; la fisiologia di
gli organi digestivi, la fisiologia di risata; perché un ragazzo mangia più che
un uomo; perché è più duro salire una collina che andare in giù; perché neve è
bianco; perché bambini non hanno denti; perché bambini prima metta di caduta di denti
fuori; perché ferite lacere più tristi sono saltest; perché acqua marittima è più pesante che fresco;
perché grandine discende in estate; perché dissero i saggi che bastardi sono soprattutto
intelligente. A queste domande che Enan versa fuori in un ruscello, Giuseppe
prontamente dà risposte. Ma ora Enan è sollevamento col suo proprio petardo.
"Io guardai a lui", continua il poeta, "e sonno si intrappolò gli occhi, e
le sue palpebre baciarono l'irides. Ah! Io risi nel mio cuore. Ora io parlerò
a lui, e lo confonde come lui sta confondendomi. Lui non dormirà, come
lui non mi permetterebbe di dormire. 'Il mio signore', disse io, 'ora mi faccia thee della domanda.'
'Io ho sonno', disse lui, 'ma chiede su.' 'Che soggetto sceglierò?' IO
detto. 'Alcun soggetto', lui rispose; 'di ogni conoscenza io conosco la metà.'"
Giuseppe gli fa domande astronomiche, musicali, logiche, aritmetiche;
a tutti di che risponde Enan, "io non so." "Ma", proteste Giuseppe,
"come il couldst tu asserisca che tu il knewest la metà di ogni soggetto, quando esso
è chiaro tu il knowest nulla?" "Precisamente", dice Enan, "per Aristotele
dice, 'colui che dice, io non so, già ha raggiunto la metà di
conoscenza.'"
Ma lui dice lui conosce medicina; quindi Giuseppe procede interrogarlo. Presto lui
scopre quel Enan sta ingannandolo di nuovo; e lui abusa in forma rotondeggiante Enan per