Capìtolo 13
la lingua inglese. Cosa può avere un effetto notevolmente piacevole in
Discorso Orientale, diviene, in inglesi, indistinguibile da doggerel. IO
non ha tradotto alla piena lunghezza, ma io mi sono sforzato di rendere Zabara
accurately, senza presentare pensieri straniero a lui.
Io non l'ho pensato necessario dare paralleli elaborati a Zabara
storie, né comparare minutamente i vari dettagli della leggenda di Marcolf
col poema di Zabara. Sull'intero, può essere detto, che il parallelo è
generale piuttosto che specifico. Io mi sbaglio grandemente comunque, se il
raccolta di storie che seguono non prova di interesse considerevole
a quelli presi parte nell'inseguimento di favole ai loro covi natii. Qui, in
Zabara, noi abbiamo un più primo esempio che prima fu conosciuto in Europa, di
una serie attorcigliata di favole e le arguzie, in parte indiano, in parte
Greco, parzialmente Semitico, in origine, saldò insieme dal poeta israelitico da
vuole dire di una struttura. L'uso della struttura da un scrittore in Europa nel
anno 1200 si è notevole. E quando è ricordato quello che il
struttura è, diviene ovvio che il "Libro di Delizia" occupa un
posizione unica in letteratura medievale.
L'OSPITE GIGANTE
In una notte, io, Giuseppe posai una volta sul mio letto; sonno era dolce su me, mio
uno ritorna per tutto il mio lavoro faticoso. Cose ci sono quali stanchi l'anima e
rimanga il corpo, altri che stanco il corpo e rimane l'anima, ma sonno
subito porta calma al corpo e l'anima.... Mentre io dormii, io sognai;
ed una figura gigantesca ma virile apparve di fronte a me, mentre scovandomi da mio
sonno. "Sorga, tu il dormiente, thyself della sveglia e vede il vino mentre è
rosso; venga, si sieda thee e mangi di quello che io offro." Era alba quando io
con fretta colori di rosa, ed io vidi di fronte a me vino, pane, e viands; e nel
la mano di uomo era una lampada illuminata che gettò un sfolgori in ogni angolo. IO
detto, quello che è questi, mio padrone?" "Il mio vino, il mio pane, il mio viands; venga,