Capìtolo 19
minuti il caposquadra della stanza nel quale lui ebbe un lavoro venne su più tardi,
a Robert e lo toccò sulla spalla.
"Il Sig. Davis desidera vederLa nel suo ufficio", lui disse.
"Ora per lui!" pensiero Robert, come lui lasciò il lavoro e fece il suo modo,
attraverso il clamore assordante dell'apparato, al soprintendente
stanza.
CAPITOLO V.
DIMESSO.
Il soprintendente sedette ad una scrittura di tavola di ufficio una lettera. Lui non faceva
per prima guardi su, ma tenuto su col suo lavoro. Lui aveva dei resti
di sinistra di coscienza, e lui si restrinse dal compito sua moglie aveva spinta su
lui.
"Il Sig. Baker mi dice Lei augura vedermi, il Sig. Davis" disse Robert che aveva
avanzato nell'ufficio, da modo di chiamare la sua attenzione.
"Sì", detto il soprintendente, posando in giù la sua penna e girando mezzo
tondo; "Io sento un cattivo conto di Lei, Rushton."
"In che modo, signore?" chiese al nostro eroe, mentre ritornando impavidamente la sua occhiata.
"Io sento che Lei sta comportandosi da giovane briccone", disse Sig.
Davis che sentì che lui deve estendere un caso forte per giustificarlo in
Robert che congeda dalla fabbrica.
"Questa è una carica seria, il Sig. Davis" Robert detto, seriamente "ed io spero
Lei sarà gentile abbastanza per farmi sapere quello che io ho fatto, ed il nome
del mio accusatore."
"Io voglio dire fare così. Probabilmente sarà abbastanza da dire che il Suo accusatore è
mio figlio, Halbert."
"Io supposi così. Io avevo una difficoltà con Halbert ieri, ma io
consideri lui era in colpa."
"Lui dice Lei insultò e lo colpì."
"Io non l'insultai. L'insulto venne da lui."
"Lo colpì?"
"Sì, ma non finché lui mi aveva colpito prima."
"Lui non menzionò questo, ma anche se lui L'aveva non avrebbe dovuto colpire
lui indietro."
"Perché non?" Robert chiesto.
"Lei avrebbe dovuto riportare l'affare a me."
"E gli permise di continuare a colpirmi?"
"Lei ha dovuto dire qualche cosa per provocarlo", continuò il
soprintendente, trovandolo un poco difficile rispondere a questa domanda,