Capìtolo 22
Di fronte a trono di thy e scettro tutti gli uomini inarcano!
Tu, in ogni signore di cause, stia in guardia la maledizione divino!
IL RE DI ARGOS
Maggio che caduta di maledizione su scavi nemici!
Io non posso aiutarLa senza rischio di scathe,
Né disprezza le Sue preghiere--senza pietà sia.
Perplesso, turbato io sto in piedi, e teme similmente
L'opportunità duplice, fare o non fare.
CORO
Abbia attenzione di lui chi looketh da su alto,
La guardia di woeful mortals, whosoe'er
Ad amici uggiolare loro,
E non trova pietà, non trovi giustizia là.
Sopportando nella sua collera, il signore dei supplicanti
Percossa di Doth, immobile da uggiolare, stese da parola devota.
IL RE DI ARGOS
Ma se i bambini di Aegyptus La capiscono qui,
Chiedendo, la destra del loro paese, tenerLa il loro
Come parente prossimo che osa contraddire questo?
Supplichi ye le leggi del Suo paese, se supplica ye possono,
Che su Lei loro non posarono mano legale.
CORO
Non mi faccia caduta, O mai più,
Una preda nella mano dei giovani uomini;
Piuttosto che sposa io aborrisco chi,
Da pilota-stelle io abbandono questa terra;
O governa, porti la giustizia a lato di thy,
E coi poteri retti decida!
IL RE DI ARGOS
Sodo è la causa--non mi fabbrichi thereof del giudice.
Già io l'ho votato, fare niente
Salvi dopo consiglio col mio ta'en delle persone,
Governi tuttavia io sono; quel ne'er in dopo durata,
Se l'opportunità di fato malata, possono dire poi la mia gente--
_In aiuta di estraneo tu il hast slain_ statale.
CORO
Zeus, signore di parentela, regole alla volontà
L'equilibrio di oscillazione, ed esami
Cattivo e buono; ad uomini di malato
Dà cattivo, ed ai buoni uomini lodi.
E tu--fin da vero quelle scale ondeggiano--
Tu dalla giustizia si restringa via?
IL RE DI ARGOS
Un profondo, un consiglio di risparmio qui là le necessità--
Un occhio che come un tuffatore alla profondità
Della perplessità scura può passare e può vedere,
Undizzied, unconfused. Prima debba noi curiamo