Capìtolo 7
arie lo respinsero, e nei suoi occhi oscuri disprezzo di lei mescolato sedette
con sfida del disprezzo di altri. Un strano, pressocché tragico-guardando
donna, nonostante la bellezza onora, e la dolcezza fredda della sua maniera.
Un sorriso debole divise i suoi labbra come lei salutò quelli circa lei, e come lei
marito si fece sedere accanto a Signora Treherne, lei alzò la sua testa con un
alito lungo, ed un'espressione singolare del sollievo, come se un carico fosse
remoto, e per l'essere di tempo lei era gratis. Signore che Jasper era a lei
parteggi, e come lei ascoltò, il suo occhio gettò uno sguardo da faccia per affrontare.
"Chi ora è con Lei?" lei chiese, in un minimo, voce polposa che era
pieno di musica.
"Mia sorella e mio cugino sono quello. Lei può ricordare Tavia come un bambino,
lei è poco ora più. Maurizio è un nullo, ma l'individuo più eccellente
respirando."
"Io capisco", e gli occhi delle Sig.ra Snowdon ammorbidirono con un improvviso
sguardo della pietà per un cugino e l'ammirazione per l'altro, per lei
saputo i fatti.
"Maggiore Royston, l'amico di mio padre, e Frank Annon mio proprio. Lei sa
lui?" Signore chiesto Jasper.
"No"
"Poi mi permetta di farlo felice presentandolo, posso?"
"Non ora. Io vedrei piuttosto Suo cugino."
"Grazie, Lei è molto gentile. Io lo porterò finito."
"Stia, mi permetta di andare da lui", cominciò la signora, con più sensibile in faccia e
voce che uno la crederebbe capace di esposizione.
"Perdoni, l'offenderà, lui non sarà compatito, o abbandona alcuno
dei doveri o diritti di un gentiluomo che lui possibilmente può
compia. Lui è orgoglioso, noi possiamo capire il sentimento, così ci permetta di adattarsi
l'individuo povero."
La Sig.ra Snowdon inarcò silenziosamente, e Signore Jasper chiamò fuori in suo cordiale,
modo schietto, come se nulla fosse inopportuno con suo cugino, "Maurizio io ho un
onori per Lei. Venga e lo riceva."
Predicendo quello che era, Treherne attraversò silenziosamente la stanza, e senza