Capìtolo 36
"Il Sig. Perkins", detto il gentiluomo, bruscamente La "ha nessuna umanità? Cosa
danno può farLa per lasciare questi ragazzi poveri diventare caldo dal Suo fuoco? Esso la volontà
La costi nulla; non diminuirà il Suo conforto personale; ancora Lei
li guidi fuori nel raffreddore."
Il droghiere cominciò a percepire che lui era sul chiodino sbagliato. Il
gentiluomo che l'indirizzò era un cliente regolare e proficuo, e
non gli piacque incorrere nella sua volontà malata che comporterebbe perdita.
"Loro possono stare, il Sig. Pomeroy", lui disse, con una grazia malata, "da quando Lei chiede
esso."
"Io non chiedo a lui. Io non accetterò, come un favore personale, quello che Lei
avrebbe dovuto accordare da un motivo di umanità, più specialmente come, dopo
questa esposizione del Suo spirito, io non commercerò qui alcuno più lungo."
Da questa durata il droghiere percepì che lui aveva commesso un errore.
"Io spero che Lei riconsidererà che, il Sig. Pomeroy", lui disse, abiettamente. "Il
fatto è, io non avevo obiezioni ai ragazzi che si scaldano, ma loro
è soprattutto ladri, ed io non potevo tenere i miei occhi su loro tutta la durata."
"Io penso che Lei si sbaglia. Loro non sembrano ladri. Mai La faceva
qualsiasi cosa ha rubato entro una di questa classe di ragazzi?"
"Non che io so di", detto il droghiere, esitantemente; "ma è probabile
loro ruberebbero se loro trovassero un'opportunità."
"Noi abbiamo nessuno diritto dire quello di chiunque senza la buon causa."
"Noi non rubiamo" mai, Filippo detto, indignatamente; per lui capì quello che era
detto.
"Chiaramente lui dice così", ghignò il droghiere. "Venga e si scaldi,
se Lei vuole."
I ragazzi accettarono questo invito invidioso, e disegnò vicino la stufa.
Loro sparsero fuori le loro mani, e ritornando calore si dimostrò molto grato
a loro.
"È stato fuori lungo?" chiesto al gentiluomo in che aveva intercesso
il loro conto, disegnando anche vicino la stufa.
"Fin da otto, signore."
"Vive in Brooklyn?"
"No; a New York."
"E va fuori ogni giorno?"
"Si, signore."
"Quanto tempo da quando Lei venne dall'Italia?"