Capìtolo 21
"Non ora", Paul detto, scuotendo la sua testa. "I miei sentimenti sono troppo profondamente
ferito. Ma se lui ha tempo, Filippo ci favorirà con un'altra canzone."
Quindi il piccolo violinista ancora una volta toccò le sequenze del suo violino, e
cantato l'inno di Garibaldi.
"Lui ha una bella voce", Sig.ra Hoffman detto a Paul.
"Sì, Filippo canta molto migliore della maggior parte della sua classe. Io lo porto
su qui di nuovo?"
"Alcuna durata, Paul. Noi saremo contenti per vederlo sempre."
Qui Filippo prese il suo berretto e si preparò a partire.
"Buono-da", lui disse in inglesi. "Io lo ringrazio tutti per la Sua gentilezza."
"Verrà di nuovo?" detto la Sig.ra Hoffman. "Noi saremo contenti per avere
Lei."
"Venga", pleaded Jimmy che aveva portato una voglia agli italiani scuro-dagli occhi
ragazzo con cui carnagione marrone e brillante contrappose fortemente suo proprio
faccia pallida ed occhi blu.
Queste parole diedero a Filippo un piacere strano. Fin dal suo arrivo in America
lui era stato abituato a parole aspre e colpi; ma parole della gentilezza
era estraneo ai suoi orecchi. Per un'ora lui dimenticò la strada ed il suo
casa non invitante, e feltro lui circondò da una vera atmosfera di casa.
Lui pressocché si immaginò nella sua casa Calabrese, con sua madre e
sorelle circa lui--nella sua casa come era prima che la cupidigia digitò il suo
il cuore di padre e l'impulse per vendere la sua propria carne e sangue in
schiavitù in una terra straniera. Filippo non poteva analizzare le sue proprie emozioni,
ma questi erano i sentimenti che colorarono di rosa nel suo cuore, e l'archiviò con
tristezza transitoria.
"Io La ringrazio molto", lui disse. "Io verrò di nuovo del giorno."
"Venga presto, Filippo", Paul detto. "Lei sa dove è la mia bancarella di cravatta. Venga
là alcun pomeriggio tra il quattro ed il cinque, ed io La prenderò casa a
cena. Conosce l'uscita, o andrò con Lei?"
"Io conosco il modo", Filippo detto.
Lui andò giù dalle scale ed ancora una volta si trovato sul marciapiede. Era