Capìtolo 16
la sua lunghezza sulla terra.
"Chi faceva quello?" lui pianse, adiratamente, recuperando il suo equilibrio.
"Io lo facevo", detto una voce calma.
Tim riconobbe nell'oratore Paul Hoffman che alcuni dei miei lettori vogliono
ricordi come "Paul il Venditore ambulante." Paul era proprietario di una bancarella di cravatta
sotto la Casa di Astor, e stava ritornando a solo casa a cena.
Lui era un ragazzo coraggioso e virile, e le sue comprensioni erano in favore di sempre
gli oppressero. Lui aveva incontrato prima Filippo, e parlò con lui, e vedendo
lui in pericolo venne alla sua assistenza.
"Cosa La fece spingermi?" Tim richiesto, ferocemente.
"Cosa stava andando fare a lui?" Paul riunito, indicando il
Ragazzo italiano.
"Io ero solamente goin' a borrer il suo violino."
"Lui l'avrebbe rotto", Filippo detto.
"Lei non sa come giocare", Paul detto. "Lei avrebbe rotto il suo
suoni il violino, e poi lui sarebbe colpito."
"Io pagherei per lui se io facessi", Tim detto.
"Lei dice così, ma Lei non può. Anche se Lei faceva, ci prenderebbe tempo, e
il ragazzo avrebbe sofferto."
"Che affari è quelli del Suo?" Tim richiesto, adiratamente.
"È i miei affari sempre quando io vedo un grande ragazzo che stuzzica un piccolo."
"Lei sarà fatto male del giorno", disse Tim, improvvisamente.
"Non da Lei", Paul ritornato, non particolarmente allarmato.
Tim avuto avuto castigato volentieri Paul sulla macchia per il suo
interferenza, ma lui non lo considerò prudente provocare le ostilità.
Paul era alto come lui, e notevolmente più forte. Lui perciò
si confinato saggiamente a parole minacciose.
"Venga insieme a me, Filippo" disse Paul, gentilmente al piccolo violinista.
"Grazie per salvarmi", Filippo detto, con gratitudine. "I padroni possono
mi colpisca se il violino fosse senza soldi."
"Mai non badi circa grazie, Filippo. Tim è un attaccabrighe coi piccoli ragazzi, ma lui
è un codardo fra i grandi uni. Ha avuto alcuna cena?"
"No", Filippo detto.
"Non ritornerà a casa e prenderà cena con me?"
Filippo esitò.
"Lei è gentile", lui disse, "ma io temo il padrone."