Capìtolo 14
"Quello non è il mio affare. Io non curo dove Lei trova i soldi. Ma se Lei
non porti tutti che io mi aspetto casa, Lei sentirà il bastone."
Questo duri parole furono indirizzate a Giacomo che capì la loro importazione
solamente troppo bene. Nell'alloggio misero dove lui si imbrancò con trenta o
quaranta altri appena una notte passò senza la punizione brutale di
uno o ragazzi più sfortunati che erano stati senza successi nel portare casa
abbastanza per soddisfare la rapacità del padrone. Ma di questo un conto
sarà dato in futuro.
"Ora, vada a lavorare, ambo di Lei" detto il padrone, duramente.
I due ragazzi separarono. Giacomo andò quartieri alti, mentre Filippo tenne sul suo modo
verso la Casa di Astor. I padroni fecero il suo modo al liquore più vicino
faccia compere, dove lui investì una porzione del wrung di soldi dal dura
guadagni dei suoi giovani apprendisti.
Verso la chiusura del pomeriggio Filippo si trovò di fronte al
Casa di Astor. Lui aveva giocato molte volte, ma non era fortunato in
revisori dei conti liberali che trovano. Lui aveva assicurato ma dieci centesimi durante questa volta,
e sembrò dubbioso se lui giungerebbe alla somma che lui ha voluto. Lui
attraversato su al Parco di Municipio, e, sentendosi stanco, si seduto uno
delle panche. Due lustrascarpe già furono fatti sedere su lui.
"Ci giochi un motivo, Johnny" disse uno.
"Mi darà penny?" Filippo chiesto dubbiosamente, per lui non curò,
con tale dirigente severo, lavorare per nulla.
"Sì, noi gli daremo penny."
Su questo, Filippo colpì su un motivo.
"Dove è la Sua scimmia?" chiesto ad uno dei ragazzi.
"Io non ho scimmia."
"Se Lei vuole una scimmia, ecco uno per Lei", Tim Rafferty detto, mettendo
la sua mano sulla spalla del suo compagno.
"Lui è Filippo troppo grande", detto, mentre ridendo.
"Parlantina di yer di Hould, Tim Rafferty" detto l'altro. "È Lei quello farà un
migliore scimmia né io. Dica, Johnny, paga bene le Sue scimmie?"
"Mi dia i miei penny", Filippo detto, con un occhio ad affari.
"Giochi un altro motivo, poi."