Capìtolo 21
suo avvezzo quando deluse, ed andò su col suo vecchio lavoro a suo adorato
microbi.
"Io ho uno ad ancora" sperare, Hilda mormorò a me dal lato del letto, quando nostro
paziente era a lei peggiore. "Se accade una contingenza, io credo che noi possiamo
la salvi."
"Cosa è quello?" Io chiesi.
Lei si scosse caparbiamente la testa. "Lei deve aspettare e deve vedere", lei rispose. "Se
viene via, io gli dirò. Se non, gli permetta di gonfiare il limbo di perduto
inspirazioni."
La prossimo mattina lei venne su comunque, presto a me con una faccia raggiante,
tenendo un giornale nella sua mano. "È accaduto bene!" lei pianse,
allietandosi. "Noi salveremo Isabel Number povero Quattordici, io voglio dire; il nostro modo
è chiaro, il Dott. Cumberledge."
Io la seguii ciecamente al lato del letto, mentre indovinando poco quello che lei poteva
mezzo. Lei si inginocchiò in giù alla testa della capanna. Gli occhi della ragazza erano
chiuso. Io toccai la sua guancia; lei era in una febbre alta. "Temperatura?" IO
chiesto.
"Cento e tre."
Io mi scossi la testa. Ogni sintomo di ricaduta fatale. Io non potevo immaginare
che scheda che Hilda ha tenuto in riserva. Ma io stetti in piedi là, mentre aspettando.
Lei bisbigliò nell'orecchio della ragazza: La nave di "Arturo è avvistata via il
Lucertola."
Il paziente aprì lentamente i suoi occhi, e li rotolò per un momento come se
lei non capì.
"Troppo in ritardo!" Io piansi. "Troppo in ritardo! Lei è delirante--insensibile!"
Hilda ripetè lentamente le parole, ma molto distintamente. "Lei sente,
caro? La nave di Arturo... è avvistato.... La nave di Arturo... al
Lucertola."
I labbra della ragazza si mossero. "Arturo! Arturo!... La nave di Arturo!" Un sospiro profondo.
Lei si strinse le mani. "Sta venendo?" Hilda accennò col capo e sorrise, mentre tenendo
il suo alito con ansia.
"Sul Canale ora. Lui sarà a Southampton stasera. Arturo...
a Southampton. È qui, nelle carte; Io ho telegrafato a lui a
subito affretti su per vederLa."
Lei lottò su per un secondo. Un sorriso aleggiò attraverso la faccia usata.