Capìtolo 60
il cento-dollaro il controllo, e lui non fece ulteriore obiezione. Lui disegnò un
sedia di fronte a sua madre e detto:
"Vada avanti, madre, io sto ascoltando."
"Gradirebbe essere ricco, Jonas?" chiesto alla Sig.ra Brent.
"Non io?"
"Le piace essere adottato da un uomo molto ricco, abbia un pony per cavalcare,
molta tasca-soldi, vestiti eccellenti e nella fine una grande fortuna?"
"Quello mi andrebbe bene solo, madre" rispose impazientemente al ragazzo. "È là
alcuna opportunità di lui?"
"Sì, se Lei segue implicitamente le mie direzioni."
"Io voglio, madre", Jonas detto, i suoi occhi che splendono con desiderio. "Solamente dica
io cosa per fare ed io lo farò."
"Ricorda quello che io dissi a Filippo la sera prima che lui andò via?"
"Sul suo essere andato via all'albergo del Sig. Brent? Sì, io lo ricordo."
"E su suo vero padre che è scomparso?"
"Sì, sì."
"Jonas, la lettera che io ho ricevuto questo pomeriggio era di Filippo è vero
padre."
"Da gosh!" Jonas esclamato, alterando la sua espressione solita di sorpresa.
"Lui è a Filadelfia. Lui è un uomo molto ricco."
"Poi Filippo sarà Jonas ricchi", detti, deluse. "Io pensai Lei disse
sarebbe io."
"Il padre di Filippo non l'ha visto mai siccome lui aveva tre anni,"
continuò la Sig.ra Brent, mentre non prendendo nessun avviso del tono di suo figlio.
"Che differenza quello fa, madre?"
"Jonas", Sig.ra Brent detto, curvando verso suo figlio "se io scelgo
gli dica che Lei è Filippo, lui non conoscerà la differenza. La faccia
capisca?"
Jonas capì.
"Quella è un'idea coraggiosa, madre! Noi tiriamo la lana sul vecchio uomo
occhi, pensa?"
"Io desidero che Lei non userebbe tali espressioni, Jonas. Loro non sono
cavalleresco, e Lei deve essere un giovane gentiluomo."
"Ogni destra, madre."
"Noi possiamo maneggiarlo se Lei è molto accurato. Vale il guaio,
Jonas. Io penso il Sig. Granville--quello è il suo nome--deve valere un trimestre
di un milione dollari, e se lui La prende per Filippo la volontà intera
probabilmente vada da Lei."