Capìtolo 56
posto-ufficio subito."
La Sig.ra Brent lasciò il lavoro precipitare nel suo grembo e guardò intensamente prima
suo. Un getto d'acqua apparve sulla sua faccia pallida, e lei mostrò segnali di
inquietudine.
"È strano", lei disse a lei, "come io mi sono permesso di essere
colpito da quel sogno. Io non sono superstizioso, ma io non posso ottenere su
l'idea che una lettera mi contatterà a-notte, e che avrà
un importante portante su vita mia. Anche, io ho un sentimento che esso la volontà
riferisca al ragazzo Filippo."
Lei colorò di rosa dal suo posto e cominciò a muoversi sulla stanza. Era un
assistenziale a lei nello stato senza riposo della sua mente. Lei andò alla finestra
cercare Jonas, ed il suo eccitamento colorò di rosa come lei lo vide avvicinandosi.
Quando lui vide sua madre che guarda dalla finestra, lui contenne in alto una lettera.
"La lettera è venuta", lei disse, il suo batticuore più veloce che suo avvezzo.
"È un'importante lettera. Come è Jonas lento."
E lei fu inclinata per essere irritata alla deliberazione con cui suo figlio
stava avanzando verso la casa.
Ma lui finalmente venne.
"Bene, madre, io ho una lettera--una lettera da Filadelfia", lui disse.
"Non è di Filippo, per io conosco la sua scrittura."
"Me lo dia, Jonas" disse sua madre, esteriormente calmi, ma internamente
eccitato.
"Sa alcuno uno a Filadelfia, madre?"
"No"
Lei tagliò aperta la busta e prelevò il foglio incluso.
"C'è alcun soldi in lui?" Jonas chiesto impazientemente.
"No"
"Solo la mia fortuna!" Jonas detto arcignamente.
"Aspetti un attimo", detto sua madre. "Se la lettera è veramente importante,
Io gli darò venticinqui centesimi."
Lei lesse la lettera, e la sua maniera mostrò presto che lei era profondamente
interessato.
Noi guarderemo le sue spalle e lo leggeremo con lei:
"Albergo continentale, Filadelfia, Feb. 5.
"CARA SIGNORA:--
"Io scrivo a Lei su una questione della più grande importanza alla mia felicità,
ed attenderà più ansiosamente la Sua replica. Io entrerei a Lei
persona, ma è posato su con un attacco di reumatismo, ed il mio medico