Capìtolo 27
impressione purchessia è probabile che il servizio reso avrebbe fatto sul
mente del Sig. Wharton, non fu calcolato per scaldare la donna di casa a
cordialità.
"Grazie", lui rispose, ma lui non poteva aiutare sentendo alla stessa durata
che la Sig.ra Bradley non era una donna molto d'accorda.
"Lei dovrebbe avere un buon appetito", Sig. Wharton detto. "Lei deve lavorare
sodo durante il giorno. Il nostro giovane amico è un soldi-ragazzo a Gilbert & Mack,
La Sig.ra Bradley.
"Oh, davvero!" disse la Sig.ra Bradley, mentre fornendo di arcata i suoi sopracciglia tanto quanto dire:
"Lei ha invitato società strana a cena."
"I Suoi genitori vivono nella città, Frank--io credo che il Suo nome Frank è?"
"No, signore; loro sono morti. Mia madre morì solamente alcune settimane da allora."
"E L'ha nessuno fratelli e sorelle?"
"Io ho una sorella--la Grace."
"Suppongo che lei è nella città qui con Lei?"
"No, signore. Io la lasciai nel paese. Io sono qui da solo."
"Io gli chiederò più di Lei dopo cena. Se Lei ha nessuno
appuntamento, io dovrei piacere a Lei abbia soggiorno con me una parte del
sera."
"Grazie, signore."
Frank accettò l'invito, sebbene lui seppe che Jasper si sarebbe chiesto quello che
era divenuto di lui. Lui vide che il vecchio gentiluomo fu disposto gentilmente
verso lui, e nelle sue circostanze presenti lui ebbe bisogno di tale amico.
Ma in proporzione come il Sig. Wharton divenne più cordiale, la Sig.ra Bradley
divenuto più gelido, fino a che finalmente il vecchio gentiluomo la sua maniera notò.
"Non sente bene questa sera, Mrs Bradley?" lui chiese.
"Io ho un piccolo mal di testa", disse la donna di casa, freddamente.
"Lei farebbe meglio a fare qualche cosa per lui."
"Ne passerà via."
Loro sorsero dalla tavola di cena, ed il Sig. Wharton, seguito da Frank,
salito la scala alla stanza anteriore sul primo piano che era
andato bene bellamente su come una biblioteca.
"Cosa lo fa prendere tale avviso di un soldi-ragazzo mero?" detto la Sig.ra Bradley
a lei. "Quel ragazzo mi ricorda a di qualcuno. Chi è?"
CAPITOLO VIII