Capìtolo 26
"Io precipitai, Mary", spiegò suo padrone, "e questo giovane gentiluomo ha
mi aiutato gentilmente casa."
"Si fece male molto, signore?"
"Non seriamente."
"Posso fare qualsiasi cosa più per Lei, signore?" Frank chiesto.
"Entri in un momento."
Il nostro eroe seguì la sua conoscenza nuova in un fornì bellamente
salotto.
"Ora, il mio giovane amico mi dice se Lei è stato preso fuori del Suo modo da
la Sua attenzione a me?"
"Oh, no, signore; Io intesi di uscire alla prossima strada."
"La mia cena è solo pronta. Non fermerà e cenerà con me?"
"Grazie, signore" lui disse, esitantemente, "ma io promisi di portare questo
fascio. Io credo che subito è voluto."
"Quindi Lei può. Lei dice la casa è nella prossima strada. Lei può andare e
ritorni in cinque minuti. Lei mi ha fatto un servizio, ed io posso averlo in
il mio potere per fare qualche cosa per Lei in ritorno."
"Forse", Frank pensato, "lui può aiutarmi a del lavoro per mio
sere." Poi, ad alta voce:
"Grazie, signore; Io verrò."
Cinque minuti più tardi Frank fu introdotto in una bella cenare-stanza. Il
cena già era sulla tavola, ma sedie furono messe solamente per tre.
Quell'alla testa della tavola fu occupata chiaramente dal vecchio
gentiluomo, quell'opposto dalla Sig.ra Bradley, la sua donna di casa, ed uno a
il lato fu messo per Frank.
"La Sig.ra Bradley", disse il vecchio gentiluomo, "questo è un giovane gentiluomo che
era genere abbastanza per aiutarmi casa dopo l'incidente del quale io ho parlato appena
a Lei. Io menzionerei il suo nome, ma io devo lasciare quell'a lui."
"Fowler Franco, signore."
"Ed il mio nome è Wharton. Ora che noi siamo tutti presentati, noi possiamo parlare
più liberamente."
"Mangerà un po' di zuppa, il Sig. Fowler?" chiesto alla donna di casa.
Lei era una donna sottile ed alta, con una maniera riservata che era piuttosto
repellant. Lei aveva accennato col capo solamente leggermente all'introduzione, mentre riparandola
occhi freddamente e penetrantemente sulla faccia del nostro eroe. Era evidente che