Capìtolo 16
Mormorando un'esclamazione che non era insieme bella lui gettò il
lettera come lontano come lui potesse buttarlo nel medio del pavimento,
e rivolgendosi di nuovo alla sua cena cominciò a schiacciare furiosamente il suo toast
come un dragone che schiaccia ossa.
Alle nove lui ancora era sveglio. Alle dieci lui ancora era sveglio.
Alle undici lui ancora era sveglio. Alle dodici lui ancora era
sveglio.... A quella lui era quasi matto. Da trimestre il passato, come
sebbene ipnotizzò equamente, i suoi occhi cominciarono a chiodo loro sul
piccola brillante macchia nel tappeto dove la "in serie-lettera" posò luccicando
biancamente in un raggio di luce elettrica dalla strada. Finalmente, nell'uno
impulso supremo, infantile della curiosità petulante, lui arrampicò
tremantemente fuori delle sue coperte con molti "O--il h's" e "O-u-c-h - 's,"
ripreso la lettera, e lo riprese growlingly al suo caldo letto.
Portato completamente fuori come molto con la monotonia di macinazione di suo reumatico
dolori come con la loro acutezza attuale, il disagio nuovo di tendere
i suoi occhi sotto i raggi deboli della sua notte-luce sembrarono pressocché un
diversione piacevole.
La busta era certamente grassa. Come lui lo lacerò apra, tre o quattro
carte piegate come sonno-polvere, del tutto numerò debitamente," 1 A. M."," 2
A. M."," 3 A. M."," 4 A. M." precipitò fuori di lui. Con l'aumentando
curiosità lui disegnò avanti la lettera stessa.
"Caro Miele", detto la lettera piuttosto audacemente. Assurdo come era, il
frase arricciò il cuore di Stanton solo la bazzecola più mera.
"CARO MIELE:
"Ci sono così molte cose sulla Sua malattia che mi preoccupa.
Sì c'è! Io mi preoccupo del Suo dolore. Io preoccupo circa il
cibo orrido che Lei probabilmente sta trovando. Io preoccupo circa il
la freddezza della Sua stanza. Ma la maggior parte di qualsiasi cosa nel mondo io
si preoccupi del Suo _sleeplessness_. Chiaramente Lei _do non
dorma! Quello è il guaio con reumatismo. È tale vecchio
Notte-brontolone. Sa ora quello che io farò a Lei?