Capìtolo 73
intervista. Noi siamo piuttosto da solo, lui aggiunse, significativamente.
"Molto bene, signore; vada avanti."
"Dove è la mio Cugino Firenze? Io ho ragione, io lo prendo, nel presumere quello
Lei sa dove è lei."
"Sì, signore; Io so", Imbroglione risposto, lentamente.
"Molto bene, mi dica."
"Io non penso che lei vuole che Lei sappia."
Curtis aggrottò le ciglia.
"È necessario io dovrei sapere!" lui disse, enfaticamente.
"Io chiederò a lei se io posso dirgli."
"Io non posso aspettare quello. Lei subito deve dirmi."
"Io non posso fare quello."
"Lei si sbaglia; Lei può farlo."
"Poi, io non voglio!" Imbroglione detto, sembrando il suo compagno pieno nella faccia.
Curtis Stando attento scagliarono una cattiva occhiata a lui, e sembrò pronto attaccare
il ragazzo che era audace abbastanza per contrastarlo, ma lui si contenne
lui e detto:
"Lasci che passaggio per il presente. Io ho un'altra domanda per chiedere. Dove
è il documento Lei prese dalla scrivania di mio zio nella notte del
furto con scasso?"
E lui enfatizzò l'ultima parola.
Imbroglione sembrò sorpreso.
"Io non presi carta", lui disse.
"Nega che Lei aprì la scrivania?" Curtis chiesto.
"No"
"Quando io venni ad esaminare i contenuti nella presenza di mio zio, esso
fu trovato che un documento--la sua volontà--era scomparso, e con lui un
somma considerevole di soldi."
E lui guardò bruscamente ad Imbroglione.
"Io non conosco qualsiasi cosa lo, signore. Io non presi niente."
"Lei non può farmi proprio credere quello. Perché Lei aprì la scrivania se Lei
non proponga di prendere qualsiasi cosa?"
"Io intesi di prendere qualche cosa. Io ero sotto ordini per fare così, per io
non l'avrebbe fatto di mio proprio spontanea volontà; ma il momento io ottenni il
scrivania apre io sentii un uggiolare, e guardando circa, io vidi la Signorina Florence
guardando a me."
"E poi?"
"Io fui spaventato, e corse al suo lato."
"E poi Lei ritornò e completò il furto?"
"No, io non facevo. Lei mi parlò così che io me ne sentii vergognoso. Io mai