Capìtolo 71
tempo, sembrò non sentire curiosità sul soggetto, ma condusse
lui in tutti i rispetti come un viaggiatore esperto.
"Lui è un cliente strano!" pensiero Imbroglione. "Comunque, è ogni uno a me,
finché lui mi paga bene per il lavoro."
Loro uscirono a Cento e venti-quinta Strada, e colpì in giù
verso il fiume, Imbroglione che porta la valigia.
"Mi chiedo dove noi stiamo andando?" lui chiese a lui.
A lungo loro arrivarono ad una casa di legno di tre storie, mentre stando in piedi da
esso, e qui l'estraneo si fermò.
Lui accerchiò la campana, e la porta fu aperta da un negro gibboso che
guardato curiosamente ad Imbroglione.
"La stanza è pronta, Julius?" chiesto al vecchio uomo.
"Sì, signore."
"Ragazzo, prenda disopra la valigia, ed io La seguirò."
Su due voli di gradini camminarono Imbroglione, seguì dal vecchio uomo e
il negro.
I secondi aprirono la porta di una stanza di schiena, ed Imbroglione, obbediente a
direzioni, prese la valigia in e lo depositò su una sedia.
Lui non aveva fatto proprio così quando la porta chiuse dietro a lui, e lui sentì
lo scivolare di una freccia.
"Cosa fa tutto questo mezzo?" Imbroglione chiese a lui in stupore.
Capitolo XVIII.
In Una Trappola.
"Tenga su là! Apra quella porta!" lui esclamò, ad alta voce.
Non c'era risposta.
"Dico io, mi faccia fuori!" continuò il nostro eroe, mentre cominciando a calciare al
pannelli.
Questa durata era una risposta.
"Fermata che calciando, ragazzo! Io ritornerò in quindici minuti e
spieghi tutti."
"Bene", pensiero Imbroglione, "questo è sulla cosa più strana che mai
accaduto a me. Comunque, io posso aspettare quindici minuti."
Lui si sedette su una sedia di canna--c'erano due nella stanza--e guardò
circa lui.
Lui era in una camera da letto all'ordine del giorno, ammobiliato nella maniera solita. Là
non era nulla a del tutto singolare nel suo aspetto.
Su una mensola di libro alcuni libri erano, e dei vecchi numeri di periodici.
C'era una finestra che guarda in un recinto di schiena, ma come era la stanza