Capìtolo 68
"Lui ha discorsi frequenti col vecchio gentiluomo. Io non so quello che lui
dice, ma è sicuro per essere qualche cosa cattivo. Io mi aspetto che lui faccia tutti lui
metterlo contro Lei. Oh, lui è un briccone astuto, lui è, anche se
lui è Suo cugino, la Signorina Florence."
"E pensa che mio zio è infelice, Jane?" Firenze detta,
pensierosamente.
"Che io faccio, la signorina."
"Lui non era mai molto brillante o allegro, Lei sa."
"Ma lui non era mai come questo. Ed io penso che lui è gettin' sempre più
debole."
"Pensa che io dovrei fare appello a lui, e rischia il suo spedirmi via?"
"È probabile che sia tryin di valore', la Signorina Florence."
Il risultato di questa conversazione era quella Firenze si decise
il molto il prossimo pomeriggio cercare la sua vecchia casa. Lei era arrivata appena il
passi anteriori, e stava quasi per ascendere, quando la porta aprì e Curtis
apparso.
Lui cominciò a vista di suo cugino.
"Firenze!" lui disse. "Mi dice perché Lei venne qui?"
"Io sono ansioso su mio zio", lei disse. "Mi dica, Curtis come lui è."
"Lei sa che lui non è mai in salute vigorosa", Curtis detto, evasivamente.
"Ma è così come solito?"
"Lui è come mai circa lo stesso. Una cosa farebbe più per lui che
qualsiasi cosa altro."
"Cosa è quello?"
"Il Suo accordo per sposarsimi", e lui riparò i suoi occhi sulla sua faccia
impazientemente.
Firenze si scosse la testa.
"Io dovrei essere contento per aiutare mio zio", lei disse, "ma io non posso essere d'accordo
se La sposi."
"Perché non?" lui richiese, rudemente.
"Perché io non L'amo, e mai non può", lei rispose, fermamente.
"Nelle altre parole, Lei rifiuta di fare l'unica cosa che ripristinerà nostro
zio a salute e la felicità?"
"È troppo da chiedere." Poi, riparando acutamente i suoi occhi su lui: "Perché
zio dovrebbe insistere su questo matrimonio? Non è esso perché Lei ha
l'influenzato nella questione?"
"No", Curtis risposto, falsamente. "Lui ha della ragione segreta che lui
non dischiuderà a me, per desiderarlo."