Capìtolo 50
Io desidero che io potessi vederla del giorno. Voglia Lei le dice, Imbroglione che seguente
Domenica è il mio giorno fuori, ed io sarò su in Parco Centrale dal serraglio
alle tre, se lei prenderà solamente il guaio per essere lassù?"
"Io dirò loro, Jane, ed io è sicuro lei sarà là."
Un giorno o due dopo Curtis Stando attento chiesero: "Lei ha sentito da mio
Cugino Firenze da quando lei andò via?"
"Sì, signore."
"Effettivamente! Dove sta stando?"
"Lei non mi spedì parola."
"Come, le parlò poi?"
"Imbroglione venne con un expressman per il suo tronco."
Curtis Stando attento aggrottarono le ciglia.
"E Lei gli permise di averlo?" lui richiese, austeramente.
"Chiaramente io facevo. Perché non debba io?"
"Lei avrebbe dovuto chiedere a me."
"E che affari L'ha col tronco della Signorina Firenze, mi piacerebbe
sappia?" Jane detto, indipendentemente.
"Mai la mente; Lei avrebbe dovuto chiedere al mio permesso."
"Io non pensai che Lei avrebbe voluto portare alcune delle cose della Signorina Firenze, Sig.
Stando attento."
"Lei è Curtis sciocchi ed impertinenti", detti, pungente i suoi labbra. "Faceva
quel ragazzo gli dice qualsiasi cosa circa lei?"
"Solamente che lei non era worryin' alcuno per Lei, il Sig. Curtis."
Curtis gettò uno sguardo adiratamente all'amico affezionato di suo cugino, e poi,
accendendo il suo tallone, sinistro la stanza.
"Io la porterò ancora" a termini, lui mormorò. "Nessuna ragazza di diciassette
mi sfiderà!"
Capitolo XIII.
Il Bar di Tim Bolton.
Non lontano da Strada di Houston, sul lato dell'ovest del Bowery è un
sottoterra il bar con cui proprietario che noi già siamo informati.
Fu tenuto da Tim Bolton cui gusti particolari ed ombroso
caratteristiche l'andarono bene bene per tale affari.
Era sera presto, e la benzina emette a getti illuminata su una caratteristica
scena.
Sul pavimento sabbiato molte tavole furono messe circa che fu fatto sedere
una società multicolore, tutti di loro con occhiali di birra o whisky prima
loro.
Tim, con un grembiule bianco su, stava muovendosi su parte posteriore la sbarra,