Capìtolo 3
La faccia di John Linden rese su
"Anche, Lei lo crede possibile, Firenze?" lui disse, impazientemente.
"Sì, zio. Io non solo lo credo possibile, ma probabile. Come vecchio
Harvey sarebbe se lui ancora vivesse?"
"Diciotto--quasi un anno più vecchio che Lei."
"Come strano! Io penso a lui come un piccolo ragazzo sempre."
"Anche, ed io Firenze. Lui sorge di fronte a me nel suo piccolo abito di velluto,
come lui era quando io duro lo vide, con la sua faccia dolce, di ragazzo in che
le occhiate di sua madre furono riflesse."
"Ancora, se ancora vivendo", Curtis sospeso, duramente "lui è un grezzo
ragazzo stradale, servendo il suo tempo all'Isola di Blackwell per caso e, un
giovane briccone indurito a che sarebbe mortificazione amara
riconosca come Suo figlio."
"Quella ne è la parte addolorata, detto suo zio, in una voce di
angoscia. "Quello è quello che io temei di più."
"Poi, fin da anche se lui stava vivendo Lei non desidererebbe riconoscere
lui, perché non cessa pensare a lui, altrimenti lo riguardi come morto?"
"Curtis Stando attento, L'abbia nessun cuore?" Firenze richiesta, indignatamente.
"Davvero, Firenze, Lei dovrebbe sapere", disse Curtis, mentre affondando la sua voce
in accenti leggermente modulati.
"Io non so niente di lui", Firenze detta, freddamente che sorge da lei
posizione distesa, e deducendo a distanza da Curtis.
"Lei sa che l'augurio prediletto del mio cuore è trovare favore in Suo
occhi. Zio, Lei conosce il mio augurio, e l'approva, non La faccia?"
"Sì, Curtis; Lei e Firenze siete ugualmente care a me, e è mio
speri che Lei possa essere unito. In quel caso, non sarà divisione
della mia fortuna. Sarà andato via congiuntamente a Lei."
"Mi creda, signore" Curtis detto, con voce esitante che finge un
emozione che lui non sentì, mi "crede, che io colmamente apprezzo
la Sua bontà. Io sono Firenze sicura congiunge con me----"
"Firenze può parlare per lei", detto suo cugino, freddamente. "Mio zio
necessità nessuna assicurazione da me. Lui è gentile sempre, ed io sono sempre
grato."
John Linden sembrò assorbito in pensiero.