Capìtolo 75
Gloucester, ancora evidentemente immobile, ed improvvisamente nonostante il
pericolo nel quale lui stette in piedi, il "disonore non è rimosso ulteriormente da thy
nome reale che è di Gloucester. Io o non sopporto macchia di
la falsità o la slealtà; che che tu hast posarono al mio carica riguardando
l'Earl di Carrick, io non mi restringo, desideri non ammettere; ancora, Edward
dell'Inghilterra, io non sono traditore!"
"Ha! tu oratore specioso, riconcili i due un tu il canst! Tu l'arte un
studioso di ricerca profonda ed eloquenza profondo noi abbiamo sentito. Parli su,
poi, nel nome di cielo!" Lui flung lui indietro sui suoi cuscini come lui
raggio, per, nonostante la sua collera, i suoi sospetti, c'era quello nel
calmi, chivalric che nasce dell'earl che non è piaciuto invano ad uno che
aveva così lungo stato l'anima di cavalleria lui.
Il tono nel quale fu ammorbidito il suo raggio supremo, sebbene le sue parole
era amaro, e Gloucester subito rilassò dal suo orgoglioso e freddo
riserva; inginocchiandosi di fronte a lui, lui parlò con fervore ed appassionato
verità--
"Mi condanni non non udito, il mio sovrano grazioso", lui disse. "Io non parlo
ad un re aspro e dispotico a che porta i suoi soggetti fedeli il
blocchi al primo bisbiglio di cattiva o fuorviata condotta gettato a loro
carica; era Edward che tali Gloucester non parlerebbero, non speri per
la giustizia alle sue mani; ma a thee, il mio liege, a thee a chi del tutto vero
cavalieri possono guardare su come al minore di tutto quello cavaliere dovrebbe essere--il
la vita ed anima di cavalleria--a thee, il guerriero più nobile, il più vero
cavaliere che mai ha messo lancia nel resto--a thee, io dico, io non sono traditore; e
faccia appello ma allo spirito di cavalleria che aziona thine il proprio cuore per assolvere
o mi condanna, come esso il listeth. Mi senta, il mio liege. Robert di Carrick e
io fui giurato insieme fratelli dalla prima ora del nostro ingresso
sulla vita, come pagine gli scudieri, e finalmente, come cavalieri, fece tale da