Capìtolo 41
assorto solitario, dalla corte di Re Edward io amai meglio il chiostro
che il campo? Oh, non mi faccia così sbagliato! tu il knowest non il guidings
del mio cuore; né le necessità esso la mia spada supplicherà meglio ora, la mia causa che
inscatoli la mia lingua." Lui diventò via profondamente ed evidentemente addolorato, ed una metà
rida da Signore Edward prevenne la replica del re.
"Bene crowed, il mio bel novellino" che lui ha detto, mezzo burlando mezzo in
disprezzo. "Ma knowest tu, lottare in molto caparra è qualche cosa
diverso che letto e lo salmodia nella disposizione di un menestrello? Meglio si affretti thee
indietro a Firenze, ragazzo; l'abito di posta e timone munito di cresta non sono per così
come thee--meglio ora li eviti, che dopo che loro sono donned."
"Come! darest tu, Edward? Edward, non mi tenti troppo lontano", esclamò
Nigel, il suo guancia allineando il testo e saltando verso lui, la sua mano sul suo
spada mezzo-disegnata. "Da cielo, wert tu non il figlio di mia madre, io posso
costringa thee per ritirare queste parole, dannoso, ingiusto! Come il darest tu
mi giudichi codardo, coltivi la mia codardia è provò? Il sangue di Thy non è più rosso
che il mio."
"La pace, pace! che meaneth questa vivanda cotta a fuoco vivo indecente?" Robert detto, con fretta
avanzando tra loro, per le caratteristiche scure di Edward stava abbassando in
collera, e Nigel fu eccitato alla fierezza insolita. "Edward, begone!
e come tu il saidst, veda a Signore Robert Keith--che notizie che lui porta. Nigel,
su thy ami, la fedeltà di thy offrì così ultimamente, se io leggessi saluto di thy
raddrizzi, io prego thee non tengono conto delle sue parole che rinfacciano. Io non dubito thee;
'twas per la felicità di thy, non per il coraggio di thy, io tremai. Non guardi
così demoralizzò; " lui contenne fuori la sua mano che suo fratello si inginocchiò salutare.
"No, no, tu ragazzo sciocco, dimentichi la mia dignità nuova un tempo, ed ora quello
attaccabrighe maleducato è partito, mi dica in saggezza sobria, come il camest tu