Capìtolo 66
fuori la notte. Il sole che aveva spedito suo pressocché livello raggia in al
porta est della tomba quando io entrai, ora stava splendendo in brillante
pressocché livello raggia in all'ovest.
Il giorno stava passando.
Una pelle di ombra dalla porta opposta. Io divenni improvvisamente consapevole di
la sua presenza, e, attraverso il suo corpo, io ancora una volta guardai, in mio
gli occhi di amico.
Tra noi, come in quella notte terribile lei fu tesa!
Ma lei era alla pace.
È probabile che le nostre emozioni che collidono ci lacerino, loro mai più potrebbero lacerare a
il suo cuore gentile. Quell'era a resto.
Su lei noi ancora una volta stemmo in piedi, come se anni non fossero passati--anni di
silenzio.
Sopra della donna noi ambo avevano amato, noi due a che avevano sostenuto spalla
prenda sulle spalle in battaglia, stato uno in pensiero e l'ambizione fino a che passione
c'affitti a pezzi, incontrò come noi dividemmo, ma lei era alla pace!
Noi avevamo troncato senza addii.
Noi c'incontrammo senza saluti.
Noi stemmo in piedi in silenzio finché lui mi sventolò ad un posto largo dietro a me, e
affondato in una nicchia simile opposto.
Noi sedemmo nell'ombra.
Lei posò tra noi nella luce di livello del sole di setting che precipitò
attraverso lei dal portale largo, ed ancora una volta i nostri occhi si incontrarono su lei
affronti, ma loro non disturberebbero la sua calma.
La sua influenza ancora una volta era su me.
Nel silenzio--per lui della durata era prima che lui parlò, ed io ero
muto--il mio occhio maledetto per dettaglio aveva preso nel cambio in lui. Ancora io
immaginato io non stavo guardando a lui. Io notai che lui aveva invecchiato--che questo
era uno dei periodi in lui quale io seppi così bene--quando una passione
per lavoro era su lui, e la febbre ed il fervore della creazione l'addestrarono
in giù come un corsa-cavallo, ogni spirito e forza. Io notai che lui ancora
portato il velveteens ed il cappello largo ed allenta colletto aperto del suo
giorni studenteschi.