Capìtolo 61
Io accettai il fatto senza chiedersi anche perché--o chiedendo a me chi,
nell'aprirli, aveva scoperto la mia presenza!
Io entrai.
Per un breve tempo io ancora una volta stetti in piedi all'interno della stanza dove lei posò.
Una pace terribile precipitò sulla mia anima, come se la sua anima avesse bisbigliato nel
parole che noi avevamo letto insieme così spesso:
"Io giaccio così compostamente
Ora nel mio letto--"
Io finalmente seppi, come io guardai fisso, che tutta la sua vita, ed ogni miniera, come bene,
era stato al suo profitto. Anche, che fuori di questo lui aveva battuto alcuni di
la sua grandezza.
L'interno della volta era di marmo rosso, e, tale di chiselling
come là era fatto, sembrato meraviglioso a me anche nella mia cornice di mente. IO
lo preso tutti in, attraverso non disposto, sebbene affascinò occhi.
Io non l'ho visto mai da allora. Io non posso dimenticarlo mai.
Ancora arte è, e sempre è stato, così molto a me, che io non potessi aiutare,
anche in mio stranamente battuto-su la condizione mentale, comprendendo e
ammirando il suo schema e la maniera magistrale nelle quali lui l'aveva lavorato
fuori.
Ai miei piedi, come io stetti in piedi sulla soglia, era un rotolo di carta elaborato
inciso sulla pietra e circondò con una ghirlanda di foglie che
gareggiato con le tombe del vecchio mondo. Come io guardai fisso a lui, e lesse il
lettere di gothic nelle quali fu esposto che questo monumento era
eretto nell'adorazione di questa donna, come bene io ricordai il giorno quando
noi c'eravamo acquattati insieme su quelle pietre nella cripta a Certosa, a
ammiri il chiselling di Donatello che aveva inspirato questo.
C'era un spazio andato via per la firma dell'artista che può io
saputo, del giorno sia scritto là audacemente abbastanza!
Nel centre il sarcofago stette in piedi.
Io sentii la sua presenza, sebbene i miei occhi l'evitarono.
Sopra, sul muro, era le parole sopportate lungo da angeli intagliati:
"Il mio amore che lei dorme: Oh, il suo sonno
Come stava durando, così è profondo."