Capìtolo 58
Anche il giunco del torrente morì fuori a causa dei miei orecchi.
Ancora una volta sembrò a me quel bel giorno in maggio quando noi tre avevano
marciato, prenda sulle spalle prendere sulle spalle, in giù la strada urbana--quel giorno di primavera
nei primi anni sessanta, quando il nord stava spedendo il suo fiore per lottare
per un paese unito.
Di nuovo io sentii la calda luce del sole sulla mia testa.
Ancora una volta io sentii gli umori sonori, sega le bandiere galleggianti, ed il
facce di donne che piansero così come donne che sorrisero nelle folle
quello fiancheggiò la strada.
Nel momento in cui in tutta la mia vita era stato le sue emozioni ed i suoi entusiasmi
quello mi condusse, era il suo eccitamento che mi ha impulso diretto a questo
momento. La sua era la mano che nei miei giorni di scuola, all'università in nostro
Giorni Boemi all'estero, aveva scopato la mia natura di risposta come una mano master
scioperi un'arpa, e fece armonie o discordie alla sua volontà--o, io
dovrebbe dire, secondo il suo umore.
Io pensavo in quelli giorni che lui non offese mai testardamente alcuno uno,
ma io dovevo possedere anche che lui non si sacrificò mai intenzionalmente
per alcuno uno. E, se io fossi la vittima del suo temperamento, lui era nessuno
così. Ma lui era un artista. Io non ero. Tutte le cose o buono o
cattivo era soltanto materiale a lui. Con me era diverso.
Lui ed io eravamo nel mondo da solo. Ma accanto a noi marciò, quel maggio
mattina, con la gloria di gioventù sulla sua bella ma debole faccia uno
di chi "battesimo di fuoco" era fabbricargli un eroe che aveva altro stato
ricordato un codardo.
La storia della ragazza che lui aveva offeso, e paura di chi aveva anche
riconciliato la sua famiglia al suo arruolando, era il bene comune, ed aveva
stato per molte stagioni. C'era anche, un bambino una piccola figlia,
amato affettuosamente, ma non riconosciuto, la fama di cui la bellezza infantile
molto una voce disattenta già aveva cantato.
Lui, giovincello povero guardò su suo tutta quella mattina.