Capìtolo 33
interrogi, e noi eravamo solamente troppo contenti per sedere fuori nel giardino noi avevamo
tutti impararono ad amare, e parlare di qualsiasi cosa che non era guerra, fino a che
il Critico passò la sua sedia al medio del cerchio, e cominciò
la sua storia.
"Mi permetta di vedere", lui il remarked. "Io ho bisogno di una proprietà o due", e lui tirò
una busta fuori della sua tasca e lo posò sulla tavola, e, inclinandosi
i suoi gomiti su lui, cominciò:
* * * * *
Era di autunno di' 81 che io duro vide l'atto di Dillon.
Lei aveva fatto un grande successo che inverno, ancora nel medio del
condisca, lei era scomparsa improvvisamente.
C'erano qualche i generi di chiarimenti di giornale.
Poi lei fu dimenticata dal pubblico che aveva entusiasticamente
l'applaudita, e quale solamente sighed malinconicamente, un anno più tardi, su sentire
della sua morte, in un lontano via town,--sighed italiano, parlò un poco, e
dimenticato di nuovo.
Accadde che alcuni anni più tardi io ero in Italia, e non essendo molto
miglia dalla città dove io sentii che lei fu seppellita, ed una bazzecola
overstrung da alcuni mesi la vita deliziosa, privo di scopo in quello meraviglioso
paese, io fui preso con una voglia sentimentale per visitare la sua tomba.
Era un genere di pellegrinaggio per me, per io avevo dato a Dillon il mio primo
devozione di ragazzo.
Io pensai a lei, e ricordarla era richiamare il suo fascino raro,
la sua bellezza, il suo successo, dopo una lotta lunga e l'inaspettato,
maniera inesplicabile nella quale lei l'aveva abbandonato. Era richiamare,
anche, le sere deliziose io avevo passato la sua influenza sotto, il
piacere che io avevo avuto nella passione del suo "Juliet", il fascino poetico di
la sua "Viola"; il witchery aggraziato di "Rosalind" suo; come io avevo sorriso
col suo "Portia"; rise col suo "Beatrice"; pianse con lei
"Camille"; infatti come io mi ero prodotto su a magnetismo suo con
quel piacere estatico in quale trova le più buon gioie di ogni
passione, perché uno non esaurisce i sedimenti di alcuno.