Capìtolo 59
serpente a sonagli a lui, e la donna che lui si è sposato era un vulcano."
"Cosa è divenuto di lei?" Esther chiesto.
"Io non ho osato chiedere anni. Nessuno sembra sapere se lei è
vivendo o morto."
"La lasciò?"
"No; lei lo lasciò. Lui era all'ultimo affascinato da lei, così molto così
che, dopo che lei lo lasciò, quando io lo persuasi a finire Parigi, lui
insistè su andare ad Avignon e Vaucluse, perché Petrarch era stato
sotto lo stesso genere del fascino, e Wharton si pensò l'unico
uomo nel mondo che potrebbe capire Petrarch. Se Lei vuole insultare
lui e gli fabbrica amaramente odio Lei, gli dice che Laura era un sposato
donna con una dozzina di bambini."
"Chi era Laura?" Catherine chiesto; "e perché se lei non dovesse avere una dozzina
bambini?"
"Laura era una bella ragazza con capelli dorati ed un vestito verde che
Petrarch vide in una chiesa ad Avignon", Azzardo risposto prima. "Lei era
dipinto fra il frescoes della cattedrale, come Lei è stato dipingendo
ora, il Signorina Brooke; e Petrarch scrisse del centinaio di sonetti circa lei
quale Wharton intraprese tradurre, e mi fece aiutarlo. Noi eravamo
ambo i poeti poi."
"Io voglio sentire quelli sonetti", Catherine detto, piuttosto seriamente come
sebbene la somiglianza tra lei e Laura l'aveva colpita come il più più
naturale cosa nel mondo. "Può ricordarli?"
"Io penso che io potevo. Non trovi colpa con me se Lei prova antipatia il morale. IO
l'approvi perché, come Petrarch, io sono un po' di un ecclesiastico, ma io
non sappia quello che Lei può pensare ad un innamorato che comincia mettere il suo
padrona sullo stesso appiglio con la sua divinità e fini gemendo su
il tempo che lui ha gettato via su lei."
"Non alla sua faccia?" Esther detto.
"Peggio! Lui la vide in chiesa e scrisse alla sua faccia qualche cosa come questo:
'Come vista di Dio la vita eterna è,
Né più al quale noi chiediamo, né più per desiderare che noi sfidiamo,
Quindi, signora, avvisti di thee,'
e così su, o parole a quel effetto. Ancora dopo che lei era morta lui disse lui