Capìtolo 55
compagnia di qualche genere, ed era avvezzo per indulgere in solitario e
luoghi di deserto. No, Platone stesso, anche se lui fosse un uomo ricco, impedimento
Diogenes calpesta sul suo divano con piedi fangosi, ed in ordine che lui
si dedicerebbe alla filosofia stabilì la sua accademia in un
luogo remoto dalla città, e non solo inabitato ma poco sano
come bene. Questo che lui faceva in ordine che è probabile che gli assalti furiosi di concupiscenza siano
rotto dalla paura e presenza continua di malattia, e che il suo
è probabile che seguaci non trovino salvataggio di piacere nelle cose che loro hanno imparato."
Tale vita, similmente i figli dei profeti che erano il
seguaci di Eliseus sono riportati per avere condotto. Di questi Jerome anche
ci dice, mentre scrivendo così al monaco Rusticus come se descrivendo il
monaci di quelli giorni antichi: "I figli dei profeti, i monaci
di chi noi leggemmo nel Vecchio Testamento, costruito per loro capanne da
le acque della Giordania, ed abbandonando le folle e le città,
vissuto su zuppa e le erbe del campo" (Epist. iv).
Anche così faceva i miei seguaci costruiscono le loro capanne sopra delle acque del
Arduzon, così che loro sembrarono eremiti piuttosto che studiosi. E come
il loro numero mai crebbe più grande, le fatiche che loro volentieri
sopportato nell'interesse del mio insegnamento sembrò ai miei concorrenti per riflettere
gloria nuova su me, e gettare la vergogna nuova su loro. Né era esso
strano che loro che avevano fatto loro massimo farmi male, debba
si addolori vedere come tutte le cose funzionarono insieme per mio buono, anche
sebbene io ora ero, nelle parole di Jerome, lontano da città ed il
luogo di mercato, da controversie ed i modi affollati di uomini. E
quindi, come dice Quintilian, invidi mi cerchi anche fuori nel mio occultamento
luogo. Segretamente i miei concorrenti si lagnarono e lamentarono uno ad un altro,
dicendo: "Ora veda, il mondo intero funziona dopo lui, e nostro
persecuzione di lui ha fatto salvataggio di niente per aumentare la sua gloria. Noi