Capìtolo 50
qualsiasi cosa per fare con la questione, e come per il legato, lui pubblicamente
denunciato la malevolenza con la quale aveva agito il francese. Ondeggiato da
pentimento per la sua ingiustizia, e sentendo che lui aveva prodotto
abbastanza per soddisfare il loro rancour, lui mi liberò brevemente dal
convento dove mi era stato preso, e mi spedì di nuovo a mio proprio.
Io pressocché fondai comunque, qui tanti nemici quanto me il
primi giorni dei quali io già ho parlato, per l'abiezione e
la spudoratezza del loro modo di vivere li fece comprendere che loro
dovrebbe sopportare di nuovo la mia censura.
Dopo che alcuni mesi erano passati, l'opportunità li diede un'opportunità da
quale loro cercarono di distruggermi. Accadde quel un giorno, nel
corso della mia lettura, io venni su un certo passaggio di Bede, nel suo
commentario sugli Atti degli Apostoli, dove lui asserisce quello
Dionysius l'Areopagite era il vescovo, non di Atene ma di
Corinth. Questo era direttamente ora, contrario alla credenza dei monaci,
chi era avvezzo alla vanteria che il loro Dionysius, o Denis, non solo era
l'Areopagite ma era provò similmente dai suoi atti per essere stato il
Vescovile di Atene. Avendo trovato così questa testimonianza di Bede è in
contraddizione di nostra propria tradizione, io lo mostrai piuttosto facetamente
a diverso dei monaci che accaddero essere vicino. Adiratamente loro
dichiarato quel Bede era nessuno migliore di un bugiardo, e che loro avevano un
lontano autorità più fidata nella persona di Hilduin, un primo
abate del loro in tutto che aveva per molto tempo travelled
Grecia per lo scopo di investigare questa molta domanda. Lui,
loro insisterono, aveva dalle sue scritture rimosso ogni possibile dubbio su
il soggetto, ed aveva stabilito sicuramente la verità del
credenza tradizionale.
Uno dei monaci andò finora come a chiedere sfacciatamente a me quale del
due, Bede o Hilduin io considerai la migliore autorità su questo
punto. Io risposi che l'autorità di Bede le cui scritture sono