Capìtolo 41
sostentamento.
Qui, come convenuto la mia professione, io mi dedicai principalmente a
conferenze su teologia, ma io non abbandonai completamente l'insegnamento di
le arti secolari alle quali io fui abituato più, e quale era
particolarmente richiese di me. Io usai il secondo, comunque come un gancio,
adescando i miei studenti dall'esca di imparare allo studio del vero
filosofia, anche come la Storia Ecclesiastica dice di Origen, il
più grande di tutti i filosofi cristiani. Da allora apparentemente il Dio
mi aveva donato senza meno persuasiveness nell'esporre il
Sacre scritture che nel fare conferenze su soggetti secolari, il numero di mio
studenti in questi due corsi cominciarono ad aumentare grandemente, ed il
presenza a tutte le altre scuole fu diminuita corrispondentemente.
Così io risvegliai l'invidia ed odio degli altri insegnanti. Quelli che
cercato di deprezzarmi in ogni possibile modo prese vantaggio di mio
l'assenza per sporgere querela contro me: prima, che esso
era contrario alla professione monastica per concernere col
studio di libri secolari; e, secondo che io avevo presunto insegnare
teologia senza mai stato stato insegnato io therein. Questo loro
faceva in ordine che è probabile che il mio insegnamento di qualche genere sia proibito,
ed a questa fine loro mescolarono continuamente su vescovi, arcivescovi,
abati ed altri dignitari purchessii della Chiesa che loro potevano
portata.
CAPITOLO IX
DEL SUO LIBRO SULLA TEOLOGIA E LA SUA PERSECUZIONE A LE IL MANI DI SUE
DIAVOLO STUDENTS--DI IL CONSIGLIO CONTRO LUI
Esso così succedè quell'all'inizio io mi dedicai ad analizzando il
base della nostra fede attraverso illustrazioni basate su creatura umana
capendo, ed io scrissi per i miei studenti un certo tratto sul
unità e trinity di Dio. Questo che io facevo perché loro erano sempre
cercando per chiarimenti razionali e filosofici, chiedendo piuttosto
per ragioni loro potrebbero capire che per parole mere, dicendo quello
era futile per emettere parole che non poteva possibilmente l'intelletto
segue, che nulla potrebbe essere creduto a meno che prima potesse essere