Capìtolo 15
possibile, la sua penitenza fu presunta caritatevolmente, e perciò esso
non era per società per condannare quello che perdonerebbe misericordiosamente Dio.
I dodicesimo e tredicesimo secoli non avevano un'età di morale
lassismo; ideals e standard e condotta erano incommensurabilmente più alte
che loro erano da cinquecento anni, più alto di loro
sia di secoli che seguì la cresta di Mediaevalism. Era
comunque un tempo della vitalità enorme, di energia palpitante che era
scoppiando i suoi confini continuamente, e come bene un tempo di personale
la libertà e la libertà di azione che sembrerebbe davvero strana a noi
in questi giorni di limitazione legale e senza fine e le inibizioni mitigate
da rivolta. C'erano le poche leggi formali ma c'era _Custom_ che
era in se stesso una legge suprema, e c'era soprattutto il morale
legge della Chiesa, stabilendo i suoi grandi principi fondamentali
ma lasciando dettagli al lavorare fuori della vita stessa. Dietro al
peccato della disposizione di Abelard il suo orgoglio spirituale ed intollerabile, il suo egoismo
ed il suo egotismo, qualità che la società a grande non riconosca
a causa della loro devozione alla sua personalità attraente e loro
l'ammirazione per i suoi regali intellettuali ed abbaglianti. Il loro idolo aveva
peccato, gli era stato punito selvaggiamente, lui si era pentito; quell'era
c'erano su esso e la domanda era ad una fine.
Nel leggere il Historia Calamitatum è una considerazione che
si suggerisce quello è soggetto per pensiero serio. Scritto come esso
era degli anni dopo la grande tragedia di vita sua, era un
ritratto che in qualche modo sembra fuori di fuoco. Noi sappiamo che durante il suo
i primi anni in Abelard di Parigi erano un campione baldo ed audace nel
elenchi di dialettica; brillante, persuasivo, maschile ad un grado;
ancora questo autoritratto è di un uomo timido, diffidente, spaventato di
le realtà, ombre, possibilità. Lui è in terrore abietto di
consigli, nemici ignoti, anche di vita sua. Il tono è querulous,
anche irritabile a durate, e sempre l'egotismo e l'orgoglio